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Le notizie della settimana scelte da Impactscool – 25 giugno 2018

25 giugno 2018 | Scritto da La redazione

Le notizie più importanti sulla tecnologia e il futuro, scelte e selezionate dal web per i lettori di Impactscool

 

 

Tesla: un sabotatore dietro agli ultimi incidenti?

“Sono stato costernato nell’apprendere che un dipendente di Tesla ha condotto un sabotaggio piuttosto esteso e dannoso alle nostre operazioni”. Inizia così una mail inviata dal CEO di Tesla in persona, Elon Musk, a tutti i suoi dipendenti. La comunicazione è stata riportata dalla Cnbc e confermata da una portavoce dell’azienda. Il lavoratore di Tesla, pare in seguito a una mancata promozione, avrebbe modificato i codici relativi ad alcuni prodotti e diffuso dati sensibili senza autorizzazioni. Potrebbe essere stato proprio questo sabotaggio a causare gli incendi su alcune vetture elettriche Tesla, divampati, almeno all’apparenza, senza motivo. La notizia darebbe una spiegazione agli incidenti ma, allo stesso tempo, aprirebbe numerosi interrogativi sulla sicurezza di queste vetture: possono essere violate facilmente?

 

Il governo cinese installerà dei sensori in ogni nuova vettura

Il governo cinese starebbe pensando di esercitare un maggior controllo sui suoi cittadini, attraverso l’installazione di un sensore RFID su tutte le nuove auto. Questa misura, assicurano da Pechino, sarà intrapresa soltanto per agevolare gli utenti, ridurre il traffico e favorire la sicurezza. Il sistema, infatti, è utilizzato anche in altre Nazioni per segnalare il passaggio delle vetture in strade dotate di dispositivi di lettura, come per esempio i tratti autostradali e a pedaggio. Sempre secondo il governo il sensore RFID, quindi, non darà una posizione in tempo reale dell’automobile ma garantirà al Ministero della Pubblica Sicurezza aggiornamenti regolari sul passaggio delle auto. La notizia, riportata dal Wall Street Journal, pone comunque numerosi quesiti legati alla privacy dei cittadini cinesi, visto che il sistema sarà obbligatorio e installato su tutte le nuove auto, senza possibilità di scelta. Dopo aver deciso di monitorare gli stati emotivi dei lavoratori con dei sensori installati nei loro cappelli e caschi e utilizzato il controllo facciale negli istituti scolastici per misurare il livello di attenzione degli studenti, il governo cinese potrebbe utilizzare, dunque, questa nuova forma di controllo, con un’ingerenza considerevole nella vita dei cittadini.

 

CRISPR-Cas9 potrebbe causare il cancro

Le forbici molecolari CRISPR-Cas9, che potrebbero rivoluzionare il trattamento di molte malattie, avrebbero un grosso limite: favorire l’insorgenza di tumori. A dirlo sono due studi pubblicati su Nature Medicine e realizzati dall’azienda farmaceutica Novartis e da un team composto da ricercatori di Cambridge e del Karolinska Institutet. Le ricerche hanno evidenziato il ruolo chiave del gene p53 nella prevenzione dei tumori: questo gene, infatti, entra in azione quando avverte la presenza di cellule con DNA danneggiato, causandone la morte. Il problema è che il p53 si attiva a difesa della cellula anche quando il DNA risulta “tagliato”, come avviene nel caso dell’utilizzo della tecnica CRISPR-Cas9, portando così la cellula “edita” ad autodistruggersi. Questa scoperta ha due implicazioni: da un lato pone dei dubbi sull’efficacia del CRISPR-Cas9, proprio a causa dell’azione di questo gene, dall’altra le cellule su cui la tecnica funziona potrebbero essere prive di un gene p53 funzionante. Queste cellule, una volta trapiantate nel corpo del paziente, a causa della mancanza di protezione offerta dal gene, potrebbero favorire lo sviluppo di alcuni tumori, in particolare a ovaie, colon, retto ed esofago. Le ricerche non mettono in dubbio l’importanza della tecnica CRISPR-Cas9 ma evidenziano alcuni rischi fino a oggi non considerati, che rendono quindi necessario un maggior livello di attenzione.

La redazione
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