Robotica e AI

Chi vincerà il Mondiale? Ce lo dice l’intelligenza artificiale

26 giugno 2018 | Scritto da Cesare Venturoli

In Russia è in corso il più grande evento, non solamente sportivo, dell’estate. Si tratta del Mondiale di calcio più tecnologico di sempre, se pensiamo all’applicazione tout court della VAR. Così tecnologico che in Germania si sono affidati all’intelligenza artificiale per scoprire chi vincerà.

 

A caccia della regina nel Mondiale dei big data

Il campionato del mondo di calcio è vicino alla conclusione della sua fase a gironi e, malgrado la delusione per la mancata qualificazione degli Azzurri, è inutile dire quanto gli occhi di tutti siano puntati sulla Russia. L’Italia, esclusa eccellente della World Cup 2018, ha fallito il grande appuntamento, ma le Nazionali di primissimo piano in campo sono veramente tante. Difficile dire chi possa avere la meglio: appassionati, scommettitori e addetti ai lavori sono alla ricerca della nazionale favorita, quella più accreditata a salire sul tetto del mondo il prossimo 15 luglio. Affianco alle valutazioni tattiche del caso, c’è chi ha provato a prevedere l’esito della Coppa del Mondo. No, non stiamo parlando di un nuovo “polpo Paul”, il polpo del Sea Life Center di Oberhausen che durante i Mondiali del 2010 fu incaricato di indovinare i risultati delle partite della nazionale tedesca, anche con un discreto successo. Oggi c’è chi ci prova con un gatto di nome Achille, ma c’è anche un’equipe tedesca che ha fatto scendere in campo, è proprio il caso di dirlo, l’intelligenza artificiale.

Alla Technical University di Dortmund hanno già decretato i vincitori del Mondiale. Grazie ai big data, la rassegna russa è stata “giocata”, virtualmente, circa 100.000 volte. L’algoritmo messo a punto dall’equipe dell’università tedesca tiene in considerazione un numero enorme di variabili, oltre alla collaborazione dei principali bookmakers del mondo: fattori demografici, economici, il ranking delle squadre dei campionati domestici, titoli, esperienza ed età media dei singoli giocatori e degli allenatori. Ebbene, con il 17,8% delle probabilità sarà la Spagna ad alzare al cielo la Coppa sotto il cielo di Mosca, seguita da Germania (17,1%), Brasile (12,3%), Francia (11,2%) e Belgio (10,4%).

 

La mossa 37 della Spagna

C’è un particolare che non sarà sfuggito ai calciofili. La Spagna ha cambiato allenatore appena due giorni prima dell’inizio del torneo. Una situazione ai limiti della follia, senza precedenti, che ha lasciato in mano a Fernando Hierro, nuovo commissario tecnico, una squadra costruita dal suo predecessore. Non sappiamo, quindi, se l’intelligenza artificiale ha preso in considerazione l’esonero o non lo ha inserito tra le tante variabili. Ma in ogni caso siamo sicuri che il risultato sarebbe diverso? Una situazione che ai nostri occhi può sembrare insensata (pensate che eco avrebbe una vittoria della Spagna dopo il trambusto mediatico causato dal cambio dell’allenatore), agli “occhi” di un algoritmo, che combina tutti i risultati possibili, potrebbe non esserlo. Ricordate la cosiddetta “mossa 37”? Nel corso del secondo match tra AlphaGo e Lee Sedol, nel marzo del 2016, l’intelligenza artificiale di Deep Mind realizzò una mossa, rivelatasi poi fondamentale per la vittoria finale, che tutti i giocatori “umani” ritennero insensata. Era, appunto, la mossa 37, una mossa definita creativa: AlphaGo non si era limitata a replicare e realizzare i comportamenti e le strategie dei giocatori di Go, aveva inventato quella riteneva essere la mossa migliore in base al calcolo di tutte le probabilità e le variabili in campo.

 

Gli allenatori di domani

Con questo non stiamo dicendo che la Spagna vincerà affidandosi a un’intelligenza artificiale. Ma non è da escludere che, in un futuro, possa succedere qualcosa di simile. Nei nostri workshop abbiamo previsto questo scenario, raccontando la vicenda di Martin. Martin allena l’Hellas Verona, ma non è un allenatore come gli altri: si tratta infatti di un’intelligenza artificiale che, nel nostro scenario, porta gli scaligeri a vincere il campionato nel 2021 (una previsione particolarmente ottimista, considerata la recente retrocessione dell’Hellas in serie B). Il successo arriva grazie all’analisi minuziosa del calcio giocato nei 100 anni precedenti, insieme allo studio degli avversari, delle tecniche di allenamento e perfino del DNA dei giocatori. Detto così sembra qualcosa di incredibilmente lontano, è vero, ma non lo è poi così tanto. Già oggi, più o meno a tutti i livelli e in tantissimi sport, vengono tracciati e analizzati i comportamenti dei giocatori, sia durante le partite che durante gli allenamenti; le gare si preparano anche davanti al pc per prevedere e contrastare le mosse degli avversari; i tempi e le modalità di allenamento sono pensate nel dettaglio per permettere ai giocatori di rendere al meglio in partita. Oggi questo viene realizzato dagli allenatori e dai loro staff. Sarebbe così strano se fosse un algoritmo a fare tutto il lavoro?

Tornando al presente, invece, non ci resta che attendere la finale del Mondiale, in programma il 15 luglio. Le percentuali che l’algoritmo dà alla Germania sono così simili a quelle spagnole che, dovesse vincere la nazionale tedesca, ci sarebbe poco da recriminare all’intelligenza artificiale messa a punto dalla Technical University di Dortmund. In caso di pronostico sbagliato, però, la nuova sfida sarà comprendere se è stata l’intelligenza artificiale ad aver valutato male o se sono stati i ricercatori a non aver considerato tutte quante le variabili possibili.

Aggiornamento 2 luglio: il calcio si conferma uno sport imprevedibile. Dopo l’uscita della Germania già nella fase a gironi, agli ottavi di finale è stata la volta della Spagna, la favorita secondo l’intelligenza artificiale messa a punto dal team tedesco, eliminata ai calci di rigore per mano dei padroni di casa della Russia. All’IA non resta che sperare nel successo di Brasile, Francia o Belgio, che seguivano la Nazionala spagnola e quella tedesca nella classifica delle squadre favorite secondo il sistema.
Il mondiale, fin qui, è stato ricco di sorprese!

Cesare Venturoli
Cesare Venturoli

Ambassador, Future Activist

Cesare Venturoli è Ambassador di Impactscool sin dall’inizio. Impactscool è per lui l’opportunità per studiare e confrontarsi con tutto ciò che riguarda l’innovazione e le nuove tecnologie.

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