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Le notizie della settimana scelte da Impactscool – 3 aprile 2018

3 aprile 2018 | Scritto da La redazione

Le notizie più importanti sulla tecnologia e il futuro, scelte e selezionate dal web per i lettori di Impactscool

 

Il DNA può mutare nello spazio?

Scott Kelly, astronauta della NASA, nel marzo 2016 è rientrato sulla Terra dopo aver trascorso circa un anno all’interno della Stazione Spaziale Internazionale. Prima della partenza, durante la permanenza in orbita e al suo ritorno, il suo DNA è stato confrontato con quello del fratello gemello per verificare se la permanenza nello spazio possa causare mutazioni ai nostri geni. Secondo quanto riportato da alcuni media, il DNA di Scott sarebbe cambiato del 7% durante l’anno in orbita: una notizia sensazionale ma errata. Basti pensare che il DNA dell’uomo e quello dello scimpanzé discostano del 2,6% e che ci sono voluti 26 milioni di anni per arrivare a tale mutazione. Se il dato diffuso fosse vero, Scott non sarebbe più umano, ma apparterrebbe a un’altra specie. I dati della NASA, quindi, sono stati male interpretati: le variazioni rilevate non fanno riferimento alla sequenza dei geni, quanto piuttosto al loro livello di espressione, ossia a come si attivano o disattivano in risposta alle sollecitazioni ambientali. Queste modifiche, che possono influire, per esempio, sul sistema immunitario o sulla crescita ossea, sembrano essere una risposta del nostro organismo alle radiazioni e ai livelli di ossigeno e anidride carbonica a cui gli astronauti sono esposti. La ricerca non ha portato a una scoperta sensazionale, contrariamente a quanto riportato dai media, ma offre indicazioni importanti in vista di missioni spaziali più lunghe e impegnative, visto che la NASA e altre agenzie spaziali hanno in programma di spingersi fino a Marte.

 

Uber ferma i test di guida autonoma dopo un incidente mortale in Arizona

Il 18 marzo un’auto a guida autonoma di Uber è stata coinvolta in un incidente mortale in Arizona. In seguito al tragico evento, in cui ha perso la vita una donna, investita mentre stava attraversando la strada, Uber ha sospeso i test in attesa che venga fatta chiarezza sulle responsabilità dell’incidente. Nel frattempo, nonostante la decisione preventiva dell’azienda, anche il governatore dell’Arizona ha comunicato di voler fermare la sperimentazione nel suo Stato, definendo allarmanti le immagini dell’incidente diffuse dalla polizia. Ad aggravare la situazione di Uber anche un’inchiesta pubblicata dal New York Times, che ha rivelato come il software che guida le auto autonome di Uber avesse avuto più problemi di quanto comunicato ufficialmente, costringendo i piloti umani a intervenire più spesso del previsto.
Siamo di fronte a un momento di svolta per l’industria dei veicoli a guida autonoma: l’incidente, infatti, potrebbe causare una reazione negativa da parte dell’opinione pubblica, raffreddando l’entusiasmo dei consumatori e spingendo le istituzioni a mettere in atto norme sempre più vincolanti per lo sviluppo di questa tecnologia.

 

Facebook e il caso Cambridge Analytica

Facebook è sempre più nei guai a causa dello scandalo Cambridge Analytica. Il caso, scoppiato il 16 marzo scorso, prende il nome dall’omonima azienda di consulenza e marketing online che avrebbe utilizzato un’enorme quantità di dati prelevati da Facebook per influenzare le ultime elezioni americane. Ma com’è accaduto? Secondo il noto social network, Cambridge Analytica avrebbe acquistato i dati da Aleksander Kogan, professore di psicologia all’Università di Cambridge, che ha raccolto diverse informazioni personali degli utenti Facebook utilizzando un’app. Per effettuare l’accesso a questa applicazione, presentata come veicolo di ricerca per gli psicologi e scaricata da circa 270.000 persone, veniva infatti richiesta la condivisione di una serie di informazioni presenti sul proprio profilo social. In questo modo Kogan è entrato in possesso di moltissimi dati che poi avrebbe condiviso, violando le regole, con Cambridge Analytica.
Le ripercussioni sull’impero di Mark Zuckerberg, nonostante le scuse, non si sono fatte attendere: è stata aperta un’indagine da parte della Federal Trade Commission, Facebook sta perdendo da giorni in borsa e molte aziende hanno già comunicato di voler sospendere la pubblicità sul social.
L’utilizzo dei social media per influenzare le elezioni americane del 2016 ha causato molte polemiche. Lo scandalo, però, sta creando anche molti interrogativi sulla gestione delle informazioni personali da parte di Facebook e non si esclude possano esserci state altre fughe di dati di cui non siamo a conoscenza.

La redazione
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