Robotica e AI

Auto a guida autonoma: tra sviluppo tecnologico e dubbi etici e giuridici

6 marzo 2019 | Scritto da La redazione

Se, da un lato, arrivano costanti aggiornamenti sullo sviluppo tecnologico, dall’altra il fronte etico e giuridico si completa con nuovi tasselli

Uber non sarà considerata responsabile dell’incidente mortale che si è verificato circa un anno fa a Tempe, in Arizona. A dirlo una lettera, riportata per la prima volta da Quartz, scritta dal procuratore della contea di Yavapai Sheila Polk, il pubblico ministero che era temporaneamente responsabile del caso, secondo cui non ci sono elementi per imputare alcuna responsabilità per l’accaduto all’azienda. Ora spetterà alla Contea di Maricopa, a cui in un primo momento era stato tolto il caso per conflitto di interessi, determinare l’eventuale colpevolezza Rafaela Vasquez che, al momento dell’incidente, si trovava a bordo della vettura. Se da un lato lo sviluppo tecnologico delle auto a guida autonoma prosegue, in attesa che la rete 5G possa portare ulteriori miglioramenti in termini di connettività delle vetture, dall’altra permangono alcuni dubbi di natura giuridica, etica e di sicurezza.

 

Tesla completamente autonoma

Test in città: l’urbanistica è adatta? I test di Uber, interrotti in seguito all’incidente, nel dicembre scorso sono ripartiti da Pittsburgh, seppur in modo limitato. Rimangono i dubbi sulla sicurezza di queste sperimentazioni: a Tempe, per esempio, la famiglia della vittima, Elaine Herzberg, ha citato in giudizio la città e chiesto un risarcimento di 10 milioni di dollari, sostenendo che un sentiero di mattoni abbia incoraggiato la Herzberg a passare in quel punto, nonostante non fosse pensato e segnalato come attraversamento pedonale. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: le città sono già pronte a ospitare test di auto a guida autonoma?

Sicurezza: attenzione agli hacker. Uno studio condotto dall’Istituto di Tecnologia della Georgia, che sarà presentato in questi giorni al Convegno della Società Americana di Fisica a Boston, sostiene che un attacco hacker sulle auto a guida autonoma, anche se in piccola scala, paralizzerebbe un’intera città. I ricercatori, per trarre queste conclusioni, hanno usato un approccio matematico basato su analisi statistiche per valutare i possibili scenari in una grande metropoli come New York. È ovvia che si tratti di uno scenario futuro ed eventuale, ma è giusto prepararsi a fronteggiare anche questo tipo di emergenza. Per questa ragione gli scienziati hanno sviluppato anche una strategia di contenimento dei rischi. “Se le auto connesse ad una stessa rete fossero non più del 5%, – affermano i ricercatori – la possibilità di effetti pesanti sul traffico sarebbe molto più bassa. Un hacker con cattive intenzioni dovrebbe effettuare più attacchi simultanei, cosa meno probabile e più complessa”.

I test in Italia. Nell’autunno scorso, non senza qualche problema, sono partiti i test anche in Italia, in particolare a Torino, che anche nel 2019 sarà la capitale italiana delle sperimentazioni. Inoltre, un progetto di ricerca coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento e realizzato in sinergia con molte realtà di ricerca e imprese internazionali, testerà la mobilità autonoma e connessa nel corridoio Monaco-Bologna.

La redazione
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