Robotica e AI

Il robot che cresce come una pianta

20 dicembre 2019 | Scritto da La redazione

Le nuove frontiere della robotica si ispirano sempre più alla natura, non solo agli animali però, anche alle piante. Ne abbiamo parlato con Barbara Mazzolai.

Lentamente un viticcio argentato e morbido si attorciglia attorno a un supporto, proprio come farebbe un rampicante. Ma non si tratta di una pianta, è un robot. È una delle ultime frontiere della robotica bio-ispirata, una branca della robotica che studia come sfruttare le forme, le caratteristiche e le capacità delle cose naturali, sia piante che animali, per sviluppare macchine. Questa pianta robot è frutto del lavoro di Barbara Mazzolai, direttrice del Centro di Micro-BioRobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia, e del suo team, un lavoro che ha già attirato l’attenzione di grandi realtà come Stanford e il MIT.

 

Come funziona. La pianta robot, il cui nome ufficiale è Plantoid, è composta da un tubo flessibile di PET all’interno del quale è presente un liquido con ioni che a seconda della carica che viene fatta scorrere al suo interno, si arrotola come un rampicante o si srotola. Un movimento reversibile svolto con materiali semplici e facilmente reperibili e che rendono questo robot flessibile e morbido, permettendogli quindi di essere adattabile a qualsiasi ambiente, una caratteristica che arriva dalla natura e che potrebbe essere il punto di forza di questo tipo di robotica. Il passo successivo è un robot chiamato Growbot, in grado di arrampicarsi crescendo, un nuovo paradigma in quest’ambito. I futuri robot pianta rampicanti potranno trovare applicazione in ambito architettonico e urbanistico, per integrare e guidare sensori all’interno delle città, o per esplorazioni in ambito archeologico.

Barbara Mazzolai Biologa con un Dottorato di ricerca in Ingegneria dei Microsistemi e un Master Internazionale in Eco-Management alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dirige il Centro di Micro-Biorobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Pontedera (Pisa). Nel 2015 Robohub, la maggiore comunità scientifica internazionale degli esperti di robotica, l’ha inclusa tra le 25 donne più geniali del settore. Ha ricevuto, tra gli altri, il prestigioso Premio Marisa Bellisario e, più recente, il Premio Carla Fendi. Nel 2019 è autrice del libro La Natura Geniale (Longanesi).

 

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