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La panspermia: la vita in viaggio nel cosmo

19 dicembre 2019 | Scritto da La redazione

Il tema dell’origine della vita sul nostro pianeta è dibattuto e le teorie sono molte. La panspermia suggerisce una visione che vada oltre i confini della Terra.

Per quanto abbiamo cercato nello spazio, e non abbiamo ancora avuto modo di cercare molto, il nostro pianeta è l’unico a ospitare la vita. Questo strano fenomeno in cui materia inanimata come atomi e molecole si organizzano in maniera complessa fino al punto in cui nasce una sorta di scintilla e iniziamo a definirla vita. Le ipotesi su come questa abbia avuto inizio sono molte e per ora rimangono solo ipotesi, più o meno fondate a seconda delle prove che si portano a favore o contro di ciascuna congettura. Una di queste è molto affascinante e porta dietro di sé una serie di domande e anche qualche risposta.

La Panspermia. Si chiama Panspermia ed è l’ipotesi secondo cui la vita non sia nata sulla Terra ma altrove, nell’Universo e successivamente, sotto forma di microorganismi o addirittura di semplici molecole precorritrici della vita, siano arrivate sul nostro pianeta, magari aggrappate a meteoriti. Non è qualcosa di straordinario che un meteorite provenga da un altro pianeta, sono diversi i casi in cui siamo stati in grado di rintracciare l’origine di un meteorite sino a Marte o la Luna. Semplicemente un impatto meteorico su altri corpi celesti potrebbe avere abbastanza energia per scagliare nello spazio detriti (con magari a bordo dei microorganismi) e che successivamente questi detriti siano arrivati fino a noi sotto forma di meteoriti.

Questa teoria, per quanto affascinante, non ha tantissime prove a suo favore, e inoltre risponde alla domanda come sia arrivata la vita sulla Terra ma non risponde alla domanda su come si sia originata.

Gli organismi estremofili. Un punto chiave di questa ipotesi è che dei microorganismi siano stati in grado di sopravvivere nello spazio per un tempo indefinito. Per quanto a noi umani possa sembrare impossibile, esistono in effetti esseri che potrebbero resistere alle terribili condizioni spaziali: gli estremofili. Si tratta di microorganismi che si sono adattati per sopravvivere in ambienti, come suggerisce il nome, estremi. Dalle profondità marine ad altissima pressione e senza luce alle bocche idrotermali cariche di composti tossici, addirittura alcuni, come i famosi tardigradi, per alcuni giorni nel vuoto bombardato da radiazioni nello spazio. L’idea che possano esistere nel cosmo esseri dalle capacità simili e che in qualche modo, in passato, siano arrivati sul nostro pianeta non appare più tanto azzardata.

Ma forse la vita potrebbe essere arrivata non dalle profondità sconosciute dello spazio, ma da molto più vicino, da Marte.

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La redazione
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