Robotica e AI

Quando il check-in lo fa un robot

14 giugno 2019 | Scritto da La redazione

C9, il robot entrato in servizio in una struttura socio-assistenziale di Verona, è solo l’ultimo di una serie di robot che operano in Italia

 

Occhi grandi, schermo incorporato e con una scintillante cover di plastica, rigorosamente riciclata. Si presenta così C9, il primo Robot-Receptionist, in grado di assolvere ai compiti di check-in e, allo stesso tempo, di garantire un servizio di video-sorveglianza. Il robot, il cui nome ricorda quello degli androidi di Guerre stellari, è frutto della collaborazione tra Co-Robotics, spin-off dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e gli Istituti Civici di Servizio Sociale di Verona. La sperimentazione di C9 è iniziata da poco più di una settimana nella residenza “Verona Ospitale”, struttura che ospita chi ha bisogno di alloggiare nella città scaligera per motivi di cura presso i presidi sanitari.
Si tratta dell’ultimo di una serie di robot “assunti” in Italia: dalla ristorazione all’assistenza sono sempre di più i settori in cui trovano spazio questi dispositivi tecnologici.

 

Non solo assistenza, ma anche sorveglianza. Dotato di intelligenza artificiale, di un software di navigazione autonoma e di sensori avanzati, C9 si differenzia dagli altri robot-receptionist già sviluppati, grazie al servizio di controllo e di sicurezza. Tra le altre sue mansioni, quelle di fornire informazioni di carattere generale per l’uso della struttura alberghiera e di accompagnare le persone nelle loro stanze al momento del check-in. Il robot non ha preso il posto di dipendenti in carne e ossa: come spiegato da Marco Cargnelli, presidente degli Istituti Civici di Servizio Sociale di Verona, C9 offrirà i suoi servizi in orari in cui, per ristrettezze economiche, non era possibile avere del personale all’interno della struttura. Il robot, durante questa fase di sperimentazione, raccoglierà dati utili allo sviluppo di servizi sempre più mirati alle esigenze dei cittadini.

I lavori “per robot”. C9 è l’ultimo di una serie di androidi “assunti” in Italia. Per esempio, si chiamano R1 e Pepper i due robot umanoidi, dotati di un sistema di intelligenza artificiale, realizzati per prestare servizio tra le corsie degli ospedali italiani. In particolare, Pepper ha il compito di controllare le stanze, avvertendo i medici in caso di emergenza, mentre R1 quello di “dialogare” con i pazienti per catturarne le emozioni e fare le prime diagnosi.
Prima di loro è entrato in servizio Paolo Pepper, che già nel 2017 accoglieva i turisti del Parc Hotel del Garda, a Peschiera, non distante proprio da Verona.
A Rapallo un ristorante sushi ha “assunto” due camerieri robot chiamati “Xiao Ai” ovvero “piccoli amori”. Sono stati costruiti in Cina e girano per i tavoli prendendo comande e portando i piatti ai clienti.
Sempre dalla Scuola Sant’Anna di Pisa, invece, arriva MoBot, il carrello della spesa robotico autonomo: è meno carino e simpatico dei suoi colleghi, ma potrebbe rivelarsi un aiuto fondamentale per tutte quelle persone che faticano nel trasportare le merci acquistate fino a casa.

Per ora i datori di lavoro sono soddisfatti, almeno fino a quando i robot non formeranno un loro sindacato!

La redazione
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