Scienza e Medicina

Il “DNA spazzatura” potrebbe non essere così inutile

5 settembre 2019 | Scritto da La redazione

Una nuova chiave di lettura per quella parte del codice genetico umano chiamata Junk DNA che apparentemente non svolge alcuna funzione

Umani, animali, piante, batteri, tutti hanno una caratteristica fondamentale in comune: il DNA, il codice genetico che è alla base della vita degli organismi superiori (eucarioti). Il DNA è composto da diverse parti ciascuna con diverse funzioni e ruoli. Alcune di queste parti però sembrano non svolgere alcun compito: si tratta del cosiddetto Junk DNA, DNA spazzatura, o, per essere più delicati, la parte silenziosa del DNA che negli umani rappresenta circa il 30% del nostro codice genetico.).

Una ricerca, condotta da un team di cui fa parte anche un docente dell’università La Sapienza di Roma, ha offerto un nuovo punto di vista sul ruolo dell’eterocromatina, il “contenitore” del junk DNA, aprendo prospettive interessanti anche per l’ambito medico.

 

L’eterocromatina. Il DNA è impacchettato sotto forma di cromatina, un complesso di DNA e proteine che contiene l’informazione genetica e contribuisce a regolarne l’espressione. La cromatina può trovarsi in due stati: l’eucromatina, meno condensata e associata a un’intensa attività di trascrizione genica e l’eterocromatina costitutiva. Questa è ritenuta priva di geni funzionali e di attività di trascrizione, il Junk DNA di cui parlavamo.

Oggi, un nuovo punto di vista sull’eterocromatina costituiva viene presentato e discusso da un gruppo di ricercatori, fra i quali Patrizio Dimitri del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie Charles Darwin della Sapienza, in una review made in Italy pubblicata sulla rivista Trends in Genetics.

 

Un nuovo punto di vista. Gli autori hanno fatto il punto della situazione, mettendo in luce aspetti che la comunità scientifica internazionale tende a trascurare. Nel complesso emerge che nell’organismo che viene usato come modello negli studi scientifici, ovvero la Drosophila melanogaster, il comune moscerino della frutta, l’eterocromatina costitutiva contiene una sorprendente ed eterogenea varietà di sequenze geniche funzionali, alcune di grandi dimensioni fisiche, essenziali per lo sviluppo dell’organismo e il differenziamento cellulare. La presenza di geni funzionali nell’eterocromatina è stata dimostrata anche in altri organismi, specie umana compresa.

“La nostra review – ha spiegato Patrizio Dimitri del Dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin della Sapienza – ha l’obiettivo di diffondere un nuovo “ritratto” funzionale dell’eterocromatina costitutiva”, un ritratto che potrebbe contribuire ad approfondire il legame fra errori di questa parte del DNA e l’emergere di forme tumorali.

La redazione
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