Scienza e Medicina

Panacea: il progetto europeo dedicato alla Cybersecurity negli ospedali

22 gennaio 2019 | Scritto da La redazione

Il mondo della medicina sta diventando sempre più tecnologico: all’orizzonte nuove opportunità ma anche numerosi rischi da fronteggiare

Intelligenza artificiale per la diagnosi, visite mediche a distanza, realtà virtuale per la formazione, realtà aumentata come supporto ai chirurghi in sala operatoria, robot ad alta precisione che rendono possibili interventi delicatissimi. Sono solo alcune delle applicazioni delle nuove tecnologie in ambito medico: è proprio il mondo della sanità uno dei settori che sta beneficiando in modo maggiore delle innovazioni introdotte negli ultimi anni, che offrono grandi opportunità per il futuro. Ma attenzione a non sottovalutare i rischi: gli attacchi informatici sono un pericolo reale per il funzionamento delle strutture ospedaliere e per la privacy dei pazienti. Ha preso il via con un Kick off Meeting presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, il progetto europeo Panacea.

Medicina e sicurezza informatica

Il progetto. Panacea, che fa parte del Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’innovazione “Horizon 2020” ed è stato finanziato con cinque milioni di Euro, durerà 36 mesi e coinvolgerà 15 realtà fra Università, Enti e aziende europee. Il progetto parla italiano, grazie al coordinamento dell’Università Cattolica e della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Nell’ambito di Panacea verrà sviluppato un sistema di simulazione delle postazioni informatiche presenti nella struttura ospedaliera. “Un’intelligenza esperta” esaminerà 24 ore su 24 questa simulazione, per individuare eventuali falle nella sicurezza o i punti deboli da rinforzare nel sistema reale. In particolare, il focus del progetto sarà dedicato al Pronto Soccorso, alla radiologia dell’urgenza e all’affidabilità di tutte le delicate funzioni della sala operatoria, aree in cui l’efficienza e la sicurezza del sistema informatico sono fondamentali per garantire un servizio di qualità, la salute dei pazienti e il rispetto della loro privacy.

“Nel complesso sistema di infrastrutture “critiche” – afferma Daniele Gui, coordinatore del progetto insieme a Sabina Magalini, entrambi afferenti alla Chirurgia d’Urgenza – dalle quali dipende lo svolgersi regolare della vita civile e la cui perdita di funzione può causare danni gravi alla nostra società, è oggi entrato anche il sistema sanitario, ad ulteriore prova del significato e dell’importanza che il diritto alla salute riveste nelle nostre società”.

I dati. Secondo il report di Kroll “Global fraud and risk report 2017/2018” rispetto al 2016 c’è stata una diminuzione del 9% delle cyber minacce nell’healthcare, ma gli ospedali rimangono ancora una vittima privilegiata a causa di una diffusa mancanza di cultura, preparazione e consapevolezza sulla cybersicurezza. Una grande maggioranza delle strutture sanitarie utilizza sistemi per la gestione dei Big Data, servizi in Cloud e IoT, che non sarebbero però protetti in modo adeguato, causando di fatto la violazione di dati sensibili come quelli contenuti nelle cartelle cliniche dei pazienti.

La redazione
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