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Previsioni dal passato: il futuro del denaro

15 ottobre 2019 | Scritto da La redazione

Alcuni grandi pensatori del passato si sono dilettati nell’immaginare scenari futuri: qualche previsione si è rilevata corretta, altre molto distanti dal nostro presente. In questo approfondimento parleremo di denaro e di transazioni

Nelle ultime settimana in Italia si è alimentato un acceso dibattito sull’utilizzo dei contanti in seguito alla proposta di tassarli per combattere l’evasione fiscale. Il tema è particolarmente delicato anche in relazione all’elevato utilizzo dei contanti nel nostro Paese: come si legge in un rapporto di Bankitalia diffuso a inizio 2019, “in Italia nel 2016 il contante è stato lo strumento più utilizzato nei punti vendita: l’85,9 per cento del volume delle transazioni è stato regolato in contanti, per un valore pari al 68,4 per cento di quello totale”. Secondo l’opinione di molti si tratta di cifre ancora elevate per poter ipotizzare un utilizzo quasi esclusivo di transazioni elettroniche. Eppure già nel 1888 c’è chi aveva ipotizzato una sorta di carta di credito che avrebbe “completamente eliminato le transazioni commerciali tradizionali”. È solo una delle previsioni di futuro dal passato sul denaro raccolte da Quarz nell’ambito del progetto “What Happens Next”, che esplora il lontano futuro dell’economia globale.

 

Addio contanti. Almeno 50 anni prima dell’ideazione delle carte di credito o di debito, lo scrittore di fantascienza Edward Bellamy, nel suo romanzo Looking Backward, descrisse una società senza contanti. Era, come già citato, il 1888 e l’autore immaginò che nel 2000 le carte avrebbero cancellato le transazioni in contati. Meno ottimista rispetto al futuro, invece, Alfred Bloomingdale che nel 1959 mise in guardia le persone proprio sugli impatti di queste carte. Secondo lui, già nel 1970, il loro utilizzo avrebbe portato a una divisione culturale e socioeconomica tra due classi di persone: quelle con e quella senza carta di credito.

 

Un oro sempre meno luccicante. Dobbiamo molto al genio di Thomas Edison ma la sua visione in merito al futuro dell’oro non si è rivelata corretta. Edison nel 1911 ha previsto una quasi totale svalutazione dell’oro che, secondo la sua previsione, nel 2011 sarebbe stato paragonabile a una barra di ferro o un blocco di acciaio. Questa affermazione, nonostante non si sia rivelata corretta, non è però del tutto priva di fondamento: è da attribuire, infatti, a un segnale offerto dalla scienza, la trasmutazione dei metalli. Oggi gli scienziati in effetti possono trasformare un metallo in un altro ma si tratta di un processo costoso, che consuma molta energia e porta dunque alla produzione di minuscole quantità a prezzi elevati.

 

Token fisici. L’economista britannico Friedrich August von Hayek verso la metà degli anni ’70 del secolo scorso ha suggerito un’alternativa alle monete e banconote odierne nel suo libro Denationalisation of Money: The Argument Refined. Immaginava, infatti, “monete di plastica o materiali simili arricchite da componenti elettroniche che venivano “lette” dai registratori di cassa e slot machine, impossibili da falsificare. Una sorta di token fisico, dunque, non così distante come concetto dai token virtuali dei bitcoin.

Voi come immaginate il futuro delle transazioni di denaro?

La redazione
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