Spazio

Come difenderci dall’impatto di asteroidi

26 settembre 2019 | Scritto da Alberto Laratro

Che la Terra venga colpita da un asteroide capace di distruggere la nostra civiltà e forse portarci all’estinzione non è una questione di “se”, ma una questione di “quando”. Come possiamo farci trovare preparati?

Il 15 febbraio 2013 un oggetto di circa 20 metri di diametro è entrato nell’atmosfera sopra i cieli di Chelyabinsk, in Russia, esplodendo in aria a circa 30 km di quota. Il botto è stato enorme, equivalente ad un’esplosione da 500 kilotoni: per metterla in prospettiva, la bomba che decimò Hiroshima era “solamente” da 16 kilotoni. Fortunatamente non ci furono vittime ma molti rimasero feriti dall’onda d’urto e dalle centinaia di migliaia di vetri infranti di oltre 6 città nella zona. Un evento che ha causato circa 33 milioni di dollari di danni.

Il caso di Chelyabinsk non è un evento isolato ma un esempio di impatto meteorico degno di nota. La Terra, infatti, è costantemente bombardata da oggetti provenienti dallo spazio: se la maggior parte sono sassolini o piccole pietre che si disintegrano in atmosfera senza causare danni (le famose stelle cadenti, o meglio meteore), alle volte un oggetto più massiccio può creare problemi di ben altra natura. Finora siamo stati fortunati, ma se un oggetto delle dimensioni di diverse centinaia di metri o addirittura chilometri dovesse trovarsi in traiettoria d’impatto con la Terra, potremmo fare la fine dei dinosauri. Cosa possiamo fare per evitarlo?

 

Ad oggi non abbiamo nulla per evitare l’impatto. Non abbiamo, infatti, alcun sistema di difesa planetario. Se domani ci accorgessimo che un asteroide capace di estinguere la vita sulla Terra fosse in traiettoria d’impatto con il nostro pianeta,potremmo solo rassegnarci all’inevitabile. Consci di questa minaccia, però, in molti stanno lavorando per trovare una soluzione: dal trattore gravitazionale all’uso di armi atomiche, passando per metodi più fantascientifici come l’uso di laser. Andiamo ad esplorare alcune delle possibili soluzioni, alcune fattibili, altre decisamente più fantasiose.

 

L’importanza del preavviso. Per riuscire a deviare la traiettoria di un asteroide è essenziale riuscire a intervenire con largo anticipo. Infatti, basta una microscopica spintarella a centinaia di milioni di km di distanza per far deviare abbastanza un asteroide da evitare il nostro pianeta. Per questo è importante avere un sistema di monitoraggio degli oggetti minori all’interno del nostro sistema solare, una direzione verso cui molte agenzie spaziali e enti stanno lavorando ma per cui c’è ancora molto da fare.

 

Impattatori.  Uno dei metodi più semplici e verso cui già si stanno ottenendo risultati è quello dell’impatto. Lo scontro dell’asteroide con un oggetto ad alta velocità come una sonda costruita appositamente potrebbe deviare la traiettoria dell’asteroide di pochi decimi di millimetro che, milioni di km dopo, si accumulano fino a far evitare l’impatto. A tal scopo la NASA sta lavorando a una missione dimostrativa chiamata DART.

 

Il trattore gravitazionale. Per smuovere un asteroide non è necessario toccarlo. Potrebbe bastare l’interazione gravitazionale: l’idea è di portare una sonda nelle vicinanze dell’asteroide che si vuole spostare. L’attrazione gravitazionale della sonda verso l’asteroide (e viceversa), incredibilmente piccola ma comunque esistente, nel giro di molto tempo (si parla di anni, il che sottolinea l’importanza di avere un sistema di allarme preventivo) sposterebbe l’asteroide quel tanto che basta per evitare la catastrofe.

 

Armageddon. Nonostante nei film di fantascienza le armi atomiche sembrino sempre la soluzione a tutto, in questo caso questa strada sembrerebbe essere molto più complessa. L’uso di armi nucleari per spostare asteroidi è stato preso in considerazione, ma ci sono molti rischi: usare testate nucleari per far esplodere l’oggetto, come nel film Armageddon, sarebbe la peggiore delle idee. Per quanto l’esplosione potrebbe frantumare l’asteroide, di certo non ne cambierebbe la traiettoria in maniera sostanziale. Questo significherebbe che anziché un grande asteroide, a colpire la terra sarebbe una sassaiola di frammenti più piccoli ma altrettanto letali: è il cosiddetto effetto buckshot, colpo di fucile.

Affinché le armi nucleari abbiano effetto l’unica soluzione sarebbe quella di usarle, in serie, in prossimità della superficie dell’asteroide: in questo modo la forza delle esplosioni potrebbe essere una soluzione, ma il rischio di frantumare l’oggetto e quello di lanciare in serie diverse testate nucleari potenti quanto la Tsar bomba, la bomba atomica più potente mai detonata (50 megatoni), è decisamente alto e si rischierebbe di causare un doppio disastro.

 

Laser. Altre soluzioni sono decisamente più fantascientifiche, come quella di utilizzare potentissimi laser per surriscaldare un lato dell’asteroide fino a vaporizzarne la superficie. Questi getti di gas sarebbero in grado di spostarlo, una soluzione elegante ma per cui servirebbero laser così potenti da necessitare una quantità di energia di cui non siamo in possesso attualmente.

 

Un potere troppo grande. La capacità di spostare un asteroide è sicuramente un salvavita in caso di pericolo di impatto, ma, nelle mani sbagliate, potrebbe rivelarsi un’arma. La capacità, infatti, di poter manipolare oggetti enormi nello spazio e farli precipitare sulla Terra in zone precise è paragonabile, se non superiore, a quella di avere accesso ad armi nucleari. Una simile capacità, ammesso che sia alla nostra portata, saremmo in grado di gestirla?

Alberto Laratro
Alberto Laratro

Laureato in Scienze della Comunicazione e con un Master in Comunicazione della Scienza preso presso la SISSA di Trieste ha capito che nella sua vita scienza e comunicazione sono due punti fermi.

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