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I segreti del bioprinting

24 ottobre 2019 | Scritto da La redazione

Quando medicina e stampa 3D si incontrano nasce un nuovo ramo di ricerca medica, il bioprinting

Lapo, il nome è di fantasia, è un bambino di 13 anni affetto da microtia, ovvero dalla mancanza congenita dei padiglioni auricolari. Una malformazione che non ha alcun aspetto negativo dal punto di vista fisico, ma da quello psicologico, soprattutto per un bambino, può essere devastante. Per risolvere la situazione gli hanno dato una mano al Meyer di Firenze dove è stata svolto un trapianto di orecchio artificiale stampato in 3D. Un esempio di cosa è in grado di fare il bioprinting, una branca della medicina che sfrutta la stampa 3D.

 

Si tratta di un primato in Italia. L’intervento, per ora svolto con successo su una delle orecchie, ha utilizzato metodi all’avanguardia per ricostruire in 3D un orecchio basato su quello della madre di Lapo. Il modello tridimensionale ha fatto da base per l’orecchio la cui cartilagine è stata estratta da quella intercostale del ragazzo. L’intero intervento è stato simulato più volte dal team dell’ospedale pediatrico fiorentino: questo ha consentito di affinare la tecnica, arrivando a un risultato di grande precisione e un’applicazione da manuale del bioprinting.

Il bioprinting è questa nuova branca della medicina nata dalla sua fusione con la stampa 3D: al posto di usare filamenti polimerici vengono usati materiali biocompatibili, detti bioink. I tessuti così stampati possono venire utilizzati in diversi modi in applicazioni mediche, dal trapianto di organi, per ora poco complessi come le orecchie, o di tessuti e ossa.

 

Scopri di più sul biopriting, guarda il video:

 

La redazione
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