Cambiamento climatico e ambiente

Gli impatti dell’inquinamento luminoso

4 dicembre 2019 | Scritto da Alberto Laratro

Dagli albori dell’umanità il cielo stellato ha guidato l’uomo nei suoi viaggi, fisici e spirituali. Oggi con l’abuso di luci artificiali stiamo perdendo un pezzo di cielo, di salute, di fauna e di noi stessi

Dal 2012 al 2016 l’inquinamento luminoso, a livello mondiale, è aumentato del 2.2% l’anno, dagli anni ’70 a oggi, nel nostro Paese, è aumentato di quattro volte. Un valore elevato, soprattutto se si considera che con il calo dei prezzi delle lampadine LED, meno impattanti, si prevedeva un calo della quantità di luce nell’ambiente. Le fonti luminose a LED, al contrario, non hanno sostituito i punti luce già esistenti ma sono andate a sommarsi  ad essi. La crescita costante di questo fenomeno ha diversi impatti sul nostro pianeta, dall’aumento della quantità di CO2, emessa per generare l’energia che alimenta le lampadine, alla perdita del cielo stellato – un vero danno per astronomi e astrofili –, passando per la moria degli insetti e arrivando addirittura a mettere a rischio la salute dell’uomo.

 

Il cielo stellato che non c’è più. I dati degli osservatori planetari parlano chiaro: negli ultimi anni l’inquinamento luminoso ha compromesso la visibilità del firmamento. Tutta questa luce che si riflette nel nostro cielo complica la vita di astronomi e astrofili, rendendo quasi impossibile riuscire a osservare oggetti deboli e distanti. I danni dell’inquinamento luminoso verso l’astronomia possono essere anche più “subdoli”: spesso per analizzare un oggetto celeste viene usata la spettrografia, una tecnica che permette di scomporre la luce di una stella o di una galassia per studiarne composizione e altre caratteristiche. La luce dell’illuminazione pubblica e privata interferisce con questa analisi, andando a “inquinare” anche i risultati delle spettrografie.

 

Facciamo luce sulla salute dell’uomo. Nel corso della sua evoluzione l’uomo ha sempre dovuto fare i conti con il buio. La scoperta del fuoco ha in parte allontanato questo atavico antagonista della luce, ma è solo con l’arrivo dell’elettricità e dell’illuminazione pubblica che possiamo affermare di aver sconfitto la notte, addomesticandola alle nostre esigenze. Ma l’organismo umano per decine di millenni ha convissuto e si è adattato all’oscurità. Vivere in un mondo senza buio può avere gravi effetti sulla nostra salute. Nel 2012 l’American Medical Association ha riconosciuto le alterazioni del ciclo circadiano dovute alle luci artificiali come un rischio alla salute: insonnia, depressione e aumento del rischio di cancro e malattie cardiovascolari sono possibili conseguenze dell’inquinamento luminoso.

 

La notte degli insetti. Sono sempre di più le conferme della sesta estinzione di massa che stiamo vivendo, un’estinzione di cui sembra proprio siamo responsabili. Se il numero di specie animali è in declino, quello, nello specifico, degli insetti è in caduta a picco. Se fra i responsabili più noti ci sono l’uso di pesticidi, la perdita degli habitat e i cambiamenti climatici, bisogna sottolineare che anche l’inquinamento luminoso ha il suo peso in questa ecatombe. Moltissimi insetti usano fonti di luce naturale – la Luna, le stelle, la Via Lattea o il riflesso di questi nell’acqua – per orientarsi o come richiamo per l’accoppiamento, come le lucciole. In presenza di fonti luminose artificiali gli insetti perdono l’orientamento e finiscono per girare attorno ai lampioni fino alla morte, oppure scambiano l’asfalto illuminato per un corso d’acqua e depositano lì le uova dove chiaramente non avranno vita lunga.

L’inquinamento luminoso pone diversi problemi ma a differenza di altre questioni ambientali dove la soluzione non è mai semplice, in questo caso basterebbe ridurre l’illuminazione e sostituire le fonti luminose con altre più performanti. Non sarebbe un bene solo per la nostra salute e quella del nostro pianeta, ma sarebbe un toccasana anche per la nostra capacità di meravigliarci: nel 1994 un blackout a Los Angeles lasciò parte della città nell’oscurità più totale e moltissimi cittadini videro qualcosa nel cielo che li soprese a tal punto da portare moltissimi a chiamare la polizia. Avevano visto per la prima volta nel cielo la Via Lattea.

Alberto Laratro
Alberto Laratro

Laureato in Scienze della Comunicazione e con un Master in Comunicazione della Scienza preso presso la SISSA di Trieste ha capito che nella sua vita scienza e comunicazione sono due punti fermi.

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