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Le notizie della settimana scelte da Impactscool – 10 Settembre 2018

10 settembre 2018 | Scritto da La redazione

La ricerca potrebbe diventare open access, zanzare geneticamente modificate contro la malaria, svolta nel mondo della stampa 3D. Le notizie più importanti su tecnologie e futuro, scelte e selezionate dal web per i lettori di Impactscool.

Per un futuro “open source” serve una ricerca open access

Le ricerche scientifiche dovranno essere consultabili liberamente e immediatamente da tutti a partire dal 2020. È l’obiettivo che 11 nazioni europee, fra cui l’Italia, hanno espresso in un documento chiamato “Piano S”. Il piano è stato presentato con un comunicato da Science Europe, associazione che include le principali organizzazioni europee che finanziano e promuovono la ricerca in 27 Paesi. Il piano prevede 10 principi, fra cui la non accettazione di forme di pubblicazione “miste”, cioè in cui parte degli articoli sono open access e parte a pagamento, e l’obbligo a rendere subito disponibili di tutti i contenuti. La notizia ha fatto il giro del mondo e sono arrivate anche le prime reazioni degli editori: oggi, infatti, il numero di articoli non disponibili gratuitamente, o accessibile solo in parte, risulta davvero elevato.
“The future in open source”: è questo il motto di Impactscool, che vuole offrire gli strumenti per permettere a tutti di poter partecipare alla costruzione del futuro. Questo, però, passa anche da una ricerca che sia open access.

 

Zanzare geneticamente modificate contro la malaria

Nel 2016, in tutto il mondo, sono state 445.000 le persone morte di malaria e la maggior parte di loro erano bambini africani. Una situazione tragica che potrebbe essere presto affrontata con le biotecnologie: un gruppo di scienziati, infatti, è al lavoro per debellare la malaria grazie a zanzare geneticamente modificate. Il primo passo del progetto potrebbe concretizzarsi nel giro di poco tempo con il rilascio in natura di zanzare sterili. Il test, che dovrebbe avvenire il Burkina Faso, non avrà effetti diretti sulla malaria ma ha lo scopo di aumentare la fiducia delle comunità locali negli scienziati e di verificare l’impatto delle zanzare geneticamente modificate nell’ecosistema locale. Se questo test dovesse dare esito positivo, gli scienziati rilasceranno in natura zanzare modificate per trasportare mutazioni destinate a ridurre la popolazione di questo insetto, che passeranno i geni “editati” a tutta la loro progenie. Il processo è molto pericoloso, anche perché non è reversibile: la diffusione della malaria e il numero dei morti, però, potrebbero spingere i ricercatori a correre il rischio.

 

La stampa 3D ora non ha più limiti

Un team di ricercatori di Yale ha superato l’ultimo grande ostacolo della stampa 3D: i metalli, che a causa della loro durezza sono difficili da modellare. Per risolvere il problema gli scienziati si sono affidati al BMG, un tipo di materiale che non esibisce la stessa struttura atomica rigida della maggior parte delle leghe metalliche ma ne mantiene forza e resistenza. Utilizzando la stessa tecnica impiegata per la stampa 3D con materie plastiche, i ricercatori hanno forzato le barre del loro BMG attraverso un sistema di alimentazione riscaldato a 460 ° C, hanno ammorbidito il metallo e sono riusciti a stampare un numero elevato di forme.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Materials Today, potrebbe segnare una svolta importante per la stampa 3D commerciale, che passerebbe dall’era della plastica a quella del metallo, con applicazioni pressoché infinite.

La redazione
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