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Le notizie della settimana scelte da Impactscool – 24 settembre

24 settembre 2018 | Scritto da La redazione

Google Pay finalmente è in Italia, un nuovo tipo di pelle sintetica in grado di sentire e le accuse di discriminazione verso Facebook: le notizie più importanti su tecnologie e futuro, scelte e selezionate dal web per i lettori di Impactscool.

Google Pay è arrivato in Italia

Dal 19 settembre, anche in Italia è possibile utilizzare Google Pay, il sistema di pagamenti creato da Google e che consente di pagare anche nei negozi fisici, oltre che sui siti web, tramite smartphone. Per utilizzare il servizio è sufficiente scaricare l’app sul proprio telefono e associare al proprio account una carta di credito, di debito o prepagata; per il momento aderiscono solo alcune banche, come Mediolanum, Boon, HYPE, Nexi, N26, Revolut e Widiba, ma nei prossimi mesi si aggiungeranno anche Iccrea Banca e Poste Italiane. Google Pay potrà essere utilizzato nei negozi che gestiscono i pagamenti contactless, oltre che online: non sarà disponibile da subito su tutti i siti internet, ma hanno già aderito in molti, tra cui Booking, Deliveroo, Flixbus, Ryanair e Vueling. “A fine 2017 in Italia abbiamo registrati i primi volumi nei “mobile proximity payment”, circa 70 milioni di euro – ha spiegato Ivaro Asaro, direttore dell’Osservatorio Mobile Payment del Politecnico di Milano -. I pagamenti contactless l’anno scorso sono arrivati a 18 miliardi. Ci aspettiamo che nei prossimi anni decollino anche quelli tramite telefono”.

 

Una pelle sintetica in grado di replicare il senso del tatto

La scienza dietro le protesi mediche negli ultimi anni è avanzata in modo incredibile: i progressi fatti in questo campo permettono alle persone senza arti di fare praticamente qualsiasi cosa, da correre maratone a scalare montagne. Ma per quanto meccanicamente sofisticati, questi dispositivi non sono ancora in grado di replicare il senso del tatto della pelle umana. Un gruppo di ricercatori sta cercando di trovare una soluzione: è stata creata in laboratorio una speciale “pelle sintetica” che non solo è in grado di percepire le normali sensazioni della pelle naturale, ma in alcuni casi riesce a sentire anche stimoli impercettibili per i comuni mortali. I responsabili dello studio, pubblicato lo scorso mercoledì su Science Robotics, non hanno ancora spiegato come sarà possibile collegare questa pelle sintetica al cervello umano. Nel frattempo, però, un altro gruppo di scienziati sta già lavorando a questo problema, lasciando ben sperare che in futuro le protesi mediche diventino “sempre più umane”.

 

Facebook è sotto indagine per discriminazione sessista

Il 18 settembre l’ACLU, un sindacato che si occupa di libertà civili, ha denunciato Facebook e altre 10 società per discriminazione di genere con l’Equal Employment Opportunity Commission. Lo strumento per la creazione di annunci pubblicitari di Facebook, infatti, include un sistema per fare in modo che gli annunci di lavoro siano visibili a “tutti”, oppure a utenti, nello specifico, maschi o femmine. Secondo le accuse dell’ACLU, alcuni datori di lavoro hanno utilizzato questo strumento per escludere “le candidature da parte di donne e da altre persone che non si identificano come uomini dal ricevere gli annunci e le opportunità di lavoro”. “Non c’è posto per le discriminazioni su Facebook, le nostre politiche le vietano severamente” – ha spiegato il portavoce di Facebook Joe Osborne – Difenderemo le nostre pratiche una volta che avremo l’opportunità di rivedere il reclamo”. Non è la prima volta che il social network finisce sotto i riflettori per questioni di discriminazione: qualche tempo fa gli inserzionisti potevano escludere alcuni profili etnici o indirizzare il pubblico dei loro annunci in base all’orientamento sessuale degli utenti, prima che Facebook rimuovesse queste opzioni di targeting.

La redazione
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