Pianeta Terra e Spazio

Estate del futuro: il turismo spaziale è sempre più vicino

3 agosto 2018 | Scritto da La redazione

In attesa di poter soggiornare su Marte, già dal prossimo anno potrebbero essere inaugurati i viaggi spaziali: una nuova idea per l’estate 2019?

Basta località esotiche, mare cristallino o città ricche di storia e arte. Nel giro di qualche anno la meta più gettonata dai viaggiatori di tutto il mondo per le vacanze estive potrebbe essere lo spazio. Già entro la fine del 2019, la Blue Origin di Jeff Bezos e la Virgin Galactic di Richard Branson porteranno in orbita i loro primi clienti. Si tratterà esclusivamente, almeno all’inizio, di persone facoltose (un biglietto andata e ritorno per lo spazio oggi si aggira attorno ai 250mila Euro) ma entro qualche anno i viaggi tra le stelle potrebbero essere alla portata di tutti (o quasi). Per i primi tempi i tragitti saranno brevi, ma non possiamo escludere che possano trasformarsi in vere e proprie vacanze: quanti di voi sarebbero interessati a un soggiorno di una settimana sulla stazione spaziale internazionale o su qualche pianeta vicino al nostro?

Cosa offrono questi viaggi spaziali. Quelli riservati ai turisti sono voli suborbitali: i fortunati pronti al decollo già il prossimo anno sorvoleranno la Terra a bordo di navicelle-razzo per pochi minuti, a un’altezza che si aggira attorno ai 100 chilometri, una misura decisamente inferiore rispetto a quella della stazione spaziale internazionale, che si trova a circa 400 chilometri dal suolo terrestre. I turisti, quindi, avranno sopra di loro il cielo spaziale, in tutta la sua oscurità, mentre sotto li attenderà una vista mozzafiato della curvatura della Terra.

Si partirà anche dall’Italia. La Puglia è sinonimo di mare, sole e buona cucina mediterranea, ma presto sarà anche un punto di riferimento per gli amanti dello spazio. La zona di Taranto-Grottaglie, infatti, sarà la sede dello spazioporto di Virgin Galactic in Italia. La sua realizzazione, che dovrebbe essere prevista entro il 2020, è stata confermata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in seguito al completamento dell’iter per individuare il sito più adatto da parte dell’ENAC, l’Ente nazionale aviazione civile. “L’Italia – ha detto Roberto Battiston, presidente dell’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana – è all’avanguardia nella nuova space economy, che renderà lo spazio accessibile a una sempre maggior quantità di persone”.

Marte il prossimo obiettivo? Dopo la scoperta di acqua allo stato liquido su Marte, Space X di Elon Musk potrebbe presto puntare a offrire una nuova destinazione per le nostre vacanze. Non è certo un mistero, infatti, che uno degli obiettivi di Musk sia la colonizzazione del pianeta rosso, ma perché non partire da un soggiorno di ambientamento di qualche settimana? Per ora è solo fantasia, ma la recente scoperta del team italiano ha sicuramente offerto qualche certezza in più sulla potenziale ospitalità di Marte, tanto che c’è chi ha già progettato dei villaggi da stampare in 3D direttamente sul suolo marziano. L’iniziativa porta la firma della Nasa che, in collaborazione con la Bradley University di Peoria, Illinois, ha lanciato un concorso nel tentativo di stimolare il dibattito sul futuro dell’edilizia, nello spazio ma non solo. Ad aggiudicarsi il primo posto è stato il Team Zopherus di Rogers, in Arkansas, che ha presentato un villaggio modulare, pensato per essere stampato in 3D con materiali estratti dal suolo marziano e con l’ausilio di speciali Rover. Che possa essere davvero questo il primo villaggio (turistico) di Marte?

I rischi per la Terra. Non siamo preoccupati per i conti della rete autostradale, dei ristoranti e alberghi o per gli stabilimenti balneari terresti, quanto piuttosto per la salute dell’intero pianeta. Si stima, infatti, che un giretto di pochi minuti nello spazio consumi quanto due famiglie americane in un anno. Cifre enormi che non possono lasciare indifferenti.

Il turismo spaziale, perché possa diffondersi in misura sempre maggiore e rappresentare una reale alternativa per le nostre vacanza, deve diventare più sostenibile: dal punto di vista economico, certo, ma anche (e soprattutto ci sentiamo di dire) ambientale.

La redazione
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