Cambiamento climatico e ambiente

Il futuro del pianeta, visto dal World Economic Forum

24 gennaio 2019 | Scritto da La redazione

Durante il World Economic Forum, che si concluderà domani a Devos, in Svizzera, uno degli argomenti più dibattuti è stato lo stato attuale della natura e cosa possiamo fare per aiutarla.

L’annuale appuntamento con il World Economic Forum si è aperto martedì 22 gennaio a Devos, in Svizzera, dove fino a venerdì 25 gennaio leader e decision makers da tutto il mondo si riuniranno per discutere le più importanti incognite riguardo al mondo in cui viviamo.

Tra gli highlights della prima giornata c’è stato sicuramente il dialogo tra il Duca di Cambridge e Sir David Attenborough, celebre divulgatore scientifico e naturalista britannico, dedicato al futuro del nostro pianeta.

Il Principe William ha scelto di cominciare chiedendo a Attenborough quanto il mondo e la natura siano cambiati rispetto agli albori della sua carriera televisiva, negli anni ’50. “Il mondo allora sembrava inesplorato,” ha spiegato Sir David Attenborough: “Era come il paese delle meraviglie. Ovunque ti voltavi trovavi qualcosa di inesplorato. La popolazione umana era solo un terzo di quello che è adesso, e avevi davvero la sensazione di essere nel Giardino dell’Eden.”

Attenborough già in passato si è speso a favore di una maggiore consapevolezza degli effetti del cambiamento climatico sulla Terra e ha quindi colto l’occasione del World Economic Forum per rivolgersi direttamente ai leader riuniti: “C’è più potere concentrato in questa stanza che in qualsiasi altro luogo. Le persone qui devono fare qualcosa per il mondo.”

Incalzato dalle domande del Principe William, il divulgatore scientifico ha ribadito che l’umanità ha un ruolo importante nel plasmare il volto del pianeta, così come nel salvaguardare il suo futuro: “Sessant’anni fa nessuno pensava che avremmo annientato una parte del mondo naturale. L’idea che gli esseri umani sterminassero un’intera specie sembrava assurda, e quando accadde si pensò solo a un’eccezione. Ora, naturalmente, siamo fin troppo consapevoli del fatto che tutto il mondo naturale è a nostra disposizione.”

Quanto è grave, quindi, la crisi che il nostro pianeta sta affrontando? “È difficile dirlo,” ha risposto Sir David. “Ora siamo così numerosi, così potenti, così pervadenti, e i meccanismi che abbiamo per la distruzione sono così grossolani e così terrificanti che possiamo effettivamente sterminare interi ecosistemi senza nemmeno accorgercene.”

Attenborough e il Principe Williams hanno deciso di chiudere l’intervento con uno sguardo rivolto al futuro. Fondamentale, infatti, è il contributo che le generazioni più giovani possono dare al pianeta in questo momento difficile: “Dobbiamo riconoscere che ogni respiro che facciamo, ogni boccone di cibo che mangiamo, viene dal mondo naturale. E se danneggiamo il mondo naturale, danneggiamo noi stessi. Siamo un ecosistema coerente. Non è solo una questione di bellezza, o di interesse, o di meraviglia: parte essenziale della vita umana è vivere in un pianeta sano. E noi rischiamo di distruggerlo. Stiamo distruggendo il mondo naturale e con esso noi stessi.”

Guarda l’intervento completo:

 

Ha fatto eco alle parole di Sir David Attenborough e del Principe Williams anche l’intervento, svoltosi ieri, intitolato “A new deal for Nature”. Al panel sono intervenuti: Thomas L. Friedman, giornalista del The New York Times e moderatore dell’incontro, Carlos Alvarado Quesada, presidente della Costa Rica, Svein Tore Holsether, dell’azienda norvegese Yara International ASA, Cristiana Pașca Palmer, che ha lavorato sulla Convenzione sulla diversità biologica delle Nazioni Unite, Feike Sijbesma, CEO di DSM, Peter Thomson, delle Nazioni Unite, e Xie Zhenhua, della Commissione nazionale per lo sviluppo cinese.

I dati da cui il panel ha preso spunto sono impressionanti: si stima che il valore dei servizi forniti dalla natura ammonti a circa 125 miliardi di dollari all’anno. Ma l’umanità la sta rapidamente distruggendo: dagli anni ’70, abbiamo già perso il 60% delle coltivazioni selvatiche e gli scienziati hanno recentemente avvertito che abbiamo solo 12 anni per evitare una catastrofe climatica.

Si prospetta che nei mesi a venire verranno prese decisioni chiave da parte dei leader internazionali su cambiamento climatico, lo stato di salute degli oceani e la biodiversità e per questo il 2020 è considerato il punto di svolta. Come possiamo salvare la natura, e noi stessi, dunque, prima che sia troppo tardi?

Tutti i partecipanti al dibattito sono concordi sul fatto che abbiamo bisogno di un nuovo accordo per la Natura: per questo sarà significativa la conferenza sul clima che si terrà a Pechino nel 2020, che potrebbe diventare un trampolino di lancio per un decennio di azioni pensate per rallentare e invertire la rotta distruttiva nei confronti della natura, promuovendo nuovi percorsi di crescita, innovazione e sviluppo entro il 2030.

Guarda l’intervento completo:

 

La redazione
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