Robotica e AI

Angeli e demoni dell’Intelligenza artificiale

6 dicembre 2018 | Scritto da La redazione

Si è svolto a Trento l’evento divulgativo dedicato a potenzialità e rischi dell’intelligenza artificiale. Le interviste di Impactscool Magazine

Intelligenza artificiale: opportunità senza precedenti o grossi rischi etici e sociali? Se ne è discusso a Trento in occasione della conferenza annuale dell’Associazione italiana per l’Intelligenza artificiale, che proprio nel 2018 ha festeggiato 30 anni di attività. Una settimana di incontri, dibattiti, alcuni dei quali aperti anche alla cittadinanza: tra questi anche l’incontro “Angeli e Demoni dell’intelligenza artificiale”.

L’evento. Quale impatto avranno le macchine intelligenti sulla nostra vita? Sull’economia, sul lavoro, sulla salute, sull’ambiente, sulla cultura?  La rivoluzione dell’Intelligenza artificiale sarà un’ennesima “rivoluzione industriale” o è già un fenomeno diverso? Cosa caratterizzerà il rapporto uomo-tecnologia nei prossimi anni?  Riusciremo (noi umani) a diventare così intelligenti da gestire l’evoluzione di questi sistemi?
Sono queste alcune delle domande a cui hanno provato a rispondere Piero Poccianti, Presidente Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale, François Pachet, Direttore Spotify Creator Technology Research Lab, Francesco Profumo, Presidente della Fondazione Bruno Kessler, Carlo Casonato, Componente del Comitato Nazionale per la Bioetica e Michela Milano, Vice-presidente Associazione Europea per l’Intelligenza Artificiale. A moderare l’incontro Massimo Sideri, Editorialista del Corriere della Sera.

I relatori, davanti a un numeroso pubblico composto da studenti, appassionati e curiosi, hanno esaminato diversi aspetti dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale, soffermandosi sulle questioni più urgenti da affrontare per gestire nel mondo più corretto lo sviluppo di questa tecnologia.

Gli interventi. “L’Associazione Italiana per l’Intelligenza artificiale – ha spiegato Piero Poccianti – è nata nel 1988. In questi 30 anni ci sono stati grandi momenti di entusiasmo rispetto alla crescita di questa tecnologia, ma anche qualche momento di disillusione: i ricercatori parlano di primavere e inverni dell’Intelligenza artificiale. Oggi siamo in una nuova primavera, che sta offrendo alcune possibilità mai viste fino a oggi. Siamo ancora lontani da creare macchine con un’Intelligenza artificiale generale, in grado cioè di fare tutto, mentre per quanto riguarda l’intelligenza ristretta, applicata cioè solo ad ambiti specifici, in alcuni casi le macchine superano le capacità dell’uomo. L’Intelligenza artificiale è uno strumento estremamente potente – ha concluso Poccianti – ma sono convinto che se iniettiamo questi sistemi nel modello economico attuale rischiamo di ottenere solo effetti negativi: maggiori disuguaglianza, inquinamento e oligarchia. Se, viceversa, riusciamo a cambiare il modello economico possiamo ottenere uguaglianza, aiutare l’ambiente e favorire la democrazia”.

Di lavoro, invece, ha parlato il Presidente della Fondazione Bruno Kesler Francesco Profumo. “Il World Economic Forum dice che, tra nuovi lavori e lavori che, invece, andranno persi a causa dell’automazione, il saldo sarà all’attivo di 75milioni di nuovi posti. Ma questo significa poco, la domanda è: quali lavori saranno? Chi potrà farli? Sarà necessario un percorso di formazione continua delle persone e dovremo rivedere tutto il sistema scolastico. La scuola non potrà più concentrarsi solo su concetti e competenze, dovrà insegnare ad imparare”.

A chiudere l’incontro, l’intervento di Michela Milano, Vice-presidente Associazione Europea per l’Intelligenza Artificiale, che ha portato un esempio concreto per spiegare come l’Intelligenza artificiale potrà essere uno strumento importante per uno sviluppo sostenibile. “Ci sono metodi computazionali mirati a risolvere problemi legati allo sviluppo sostenibile – ha spiegato Michela Milano – e, in questo ambito, l’intelligenza artificiale può giocare un ruolo da protagonista. L’IA in questo settore può fornire tecniche per creare modelli descrittivi, può cercare di predirne la dinamica e, infine, aiutare a prendere delle decisioni, che siano operative o strategiche”.

Il titolo e il contenuto dell’incontro hanno sottolineato l’eterno quesito che ruota attorno allo sviluppo tecnologico: la crescita e la diffusione di queste innovazione rappresentano un’opportunità o un rischio per l’uomo? Tutto sta a noi, alle nostre decisioni e al modo in cui affronteremo i cambiamenti in atto. La risposta è stata ben sintetizzata dal Presidente dell’Associazione italiana per l’Intelligenza artificiale Piero Poccianti: “Le macchine stanno diventando intelligenti, noi?”.

La redazione
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