Robotica e AI

Not Man Made: quando un’opera d’arte è firmata dall’IA

13 dicembre 2018 | Scritto da La redazione

Abbiamo incontrato Roberto Pedrotti, che rappresenta in chiave artistica errori non prevedibili dell’intelligenza artificiale

“Le macchine sostituiranno gli uomini nei lavori “meccanici” e ripetitivi, mentre ci saranno caratteristiche che rimarranno “solo” nostre, come la creatività”. Abbiamo sentito spesso pronunciare questa frase, una rassicurazione per chi teme che lo sviluppo tecnologico possa comportare la perdita di molti posti di lavoro. La verità, però, è che i sistemi di intelligenza artificiale sono già in grado di creare arte: dalla musica ai quadri, sono molte le opere che portano la firma di qualche macchina intelligente. E c’è chi, in carne e ossa, ha fondato un movimento artistico che si basa proprio su ciò che non è creato dall’uomo.
“Not Man Made” è il progetto di Roberto Pedrotti, che rappresenta in chiave artistica errori non prevedibili dell’intelligenza artificiale, non fatti e non pensati dall’uomo. Le opere sono estate esposte a Trento nell’ambito di una mostra organizzata dalla Fondazione Bruno Kesler dal 19 al 30 novembre.

Il Manifesto. “Gli oggetti generati da determinati processi di lavorazione sfuggono dall’idea progettuale del programmatore e del progettista, assumendo forme inaspettate e spesso geniali. Non sono intenzionalmente ideati dall’uomo. Non sono fatti dall’uomo. Quale può essere il loro ruolo? Può il lavoro dell’uomo rappresentare sé stesso anche quando un qualcosa di imprevisto ne altera il risultato? Può il lavoro non fatto dall’uomo rappresentare il presente?”. È quello che si legge nel Manifesto del progetto artistico di Roberto Pedrotti, che abbiamo incontrato proprio alla mostra “Not Man Made” allestita nella sede di FBK. Con lui abbiamo parlato di queste opere ma anche, più in generale, del futuro dell’arte.

La redazione
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