Robotica e AI

Robot: buoni o cattivi?

16 gennaio 2018 | Scritto da Cristina Pozzi

Nuove creature misteriose stanno popolando il nostro Pianeta.
Alcune di queste sono pensate per supportarci nella nostra vita quotidiana, nei lavori di casa, o come supporto nei servizi ospedalieri. Altre si dedicano al nostro intrattenimento in casa, a farci sapere il meteo, a organizzarci al meglio la giornata e gli appuntamenti. Alcune, invece, sono studiate dai loro creatori come strumento difensivo o, addirittura, offensivo.

Parliamo di robot e software di intelligenza artificiale cui ci appoggiamo sempre di più anche nella vita di tutti i giorni.

I robot della Boston Dynamics

Una delle società più affascinanti rispetto ai risultati raggiunti con i propri robot dal punto di vista tecnico è la Boston Dynamics, società acquisita da Google X nel 2013 e successivamente ceduta a al gruppo giapponese SoftBank Group nel giugno del 2017.

La Boston Dynamics lavora alla creazione di robot per la DARPA e altri organismi militari.

Tra le ultime novità pubblicizzate dallo spin off del MIT, due sono di particolare rilievo.

Innanzitutto sono stupefacenti gli avanzamenti visibili delle capacità di movimento di ATLAS, un robot umanoide che, nell’ultimo video rilasciato su You Tube mostra incredibili capacità di equilibrio, in un percorso di salti che termina addirittura con un salto mortale all’indietro, una cosa difficilissima da ottenere nel campo della robotica, soprattutto per robot che imitano la forma di un uomo.

Ma quello che dovrebbe davvero attirare l’attenzione è il nuovissimo cane robot SpotMini. Dimenticate subito l’immagine del cane di compagnia come Aibo della Sony. Non stiamo infatti parlando di un tenero compagno di giochi, ma di un inquietante quadrupede studiato per terreni di guerra. Più che a un cane, assomiglia al mostruoso Demodog che ha fatto la sua comparsa nella seconda stagione di Stranger Things, fortunata serie tv di Netflix.

Robot: buoni o cattivi?

Il confronto è interessante perchè, al di là dell’aspetto fisico, ci permette di analizzare il tema delle armi robotiche e autonome e del loro sviluppo, partendo proprio dal mostro della serie tv.

in particolare possiamo notare che:

  • i demodogs sono utilizzati come strumento di difesa / attacco,
  • possono essere comandati / richiamati a distanza da un sistema centrale,
  • potrebbero sfuggire da ogni controllo nel momento in cui diventassero autonomi (uno dei Demodogs in Stranger Things non agisce in tutto e per tutto come gli altri ma non sveliamo troppo per chi non avesse visto la seconda stagione).

Queste sono tutte caratteristiche potenzialmnte comuni a SpotMini che, non dimentichiamolo, è un prodotto studiato per soddisfare le potenziali richieste di organismi militari come la DARPA, grazie alla sua grande velocità, all’autonomia di 90 minuti e al suo funzionamento totalmente elettrico.

Armi robot: un dibattito importante

Uno strumento come questo, così come un drone o altri prodotti della robotica applicati al campo di guerra, possono certamente salvare delle vite evitando di impiegare forze umane in terreni di guerra pericolosi.

D’altro canto è importante fare una profonda riflessione sull’utilizzo crescente di robot e algoritmi in questo campo. Non a caso c’è una grande polemica riguardo alla possibilità di creare armi “autonome”, vale a dire dotate di intelligenza artificiale e non comandate da un essere umano.
Queste armi / robot dovrebbero essere programmate per comportarsi autonomamente in qualsiasi situazione scegliendo potenzialmente anche tra la vita e la morte di esseri umani e dovrebbero certamente andare contro alle Leggi della robotica di Asimov, che, oggi, sono ancora riconosciute come valide:

  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Il dibattito è aperto e diventa sempre più urgente.
Nel frattempo, è nato un movimento globale guidato da moltissimi esperti del settore, tra cui Elon Musk, che hanno reso disponibile online un richiamo che tutti possono firmare e supportare, per vietare lo sviluppo e l’utilizzo di questo tipo di armi, così come fatto in passato con le armi nucleari.

 

Cristina Pozzi
Cristina Pozzi

Contributor

Cristina Pozzi è imprenditrice nel settore profit e no profit, speaker, advisor e angel investor. Su Impactscool Cristina scrive di innovazione e di tecnologia, con particolare attenzione alle possibili implicazioni morali e filosofiche.

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