Spazio

Le 5 cose più strane che abbiamo mandato nello spazio

12 novembre 2019 | Scritto da Alberto Laratro

L’attività umana nello spazio ci ha portato a lanciare sonde e rover in ogni angolo del sistema solare ma a volte finiscono in orbita anche oggetti davvero strani. E forse è proprio questo che ci rende umani.

Nell’ultimo carico di rifornimento lanciato verso la Stazione Spaziale Internazionale, oltre a cibo, acqua ed esperimenti scientifici c’erano anche 12 bottiglie di vino. Purtroppo per gli astronauti, però, non sono per loro: si tratta di un test di una Startup francese, la Space Cargo Unlimited, che vuole studiare gli effetti della microgravità sui processi di invecchiamento del vino. Le bottiglie resteranno a bordo della ISS per 12 mesi mentre altre 12, dello stesso tipo, resteranno sulla Terra così da poterle confrontare. Non è la prima volta che viene inviato dell’alcool nello spazio: birra, whiskey e addirittura cognac sono stati ospiti della ISS o di precedenti stazioni spaziali come la sovietica MIR.

L’alcool nello spazio può sembrare qualcosa di inusuale, ma dagli albori dell’esplorazione spaziale abbiamo inviato le cose più disparate in orbita (e oltre).

 

Un po’ di sana musica. La musica accompagna l’uomo dall’alba dei tempi, sembra logico quindi che ci segua anche nelle nostre esplorazioni spaziali. Recentemente il comandante della ISS, Luca Parmitano, ha organizzato il primo Dj Set in diretta dallo spazio ma non è il caso più famoso. L’ex comandante Chris Hadfield nel 2013 portò con sé una chitarra acustica e suonò una cover del famoso pezzo di David Bowie “Space Oddity” dalla stazione spaziale. Il video musicale prodotto ha oggi più di 40 milioni di visualizzazioni.

 

 

Un giro in auto. Sicuramente non vi sarà sfuggita ma non potevamo non citare Elon Musk, che durante il lancio di test del Falcon Heavy, mandò in orbita attorno al Sole la sua auto elettrica Tesla Roadster rossa. In parte uno stunt di marketing, dall’altra un uso intelligente di un test di lancio che altrimenti, per simulare il carico, avrebbe lanciato un blocco di cemento. La Tesla è ancora in orbita e dopo aver compiuto un passaggio ravvicinato di Marte sta continuando a girare attorno nel sistema solare. Se siete curiosi di sapere dove si trova adesso c’è un sito che lo mostra in tempo reale.

 

Ritorno alle origini. Nel dicembre del 1903 i due fratelli Wright riuscirono in quella che sembrava un’impresa impossibile, volare usando un mezzo più pesante dell’aria. Nel 1969, per onorare quel momento storico, sulla missione Apollo 11, che toccò il suolo lunare per la prima volta, c’erano a bordo due pezzi di legno e un piccolo drappo di telo: erano parti originali di quell’aereo che per la prima volta si staccò da terra.

 

Non troppo tempo fa in una stazione spaziale non troppo lontana. Star Wars è un caposaldo del cinema di fantascienza e chi ama lo spazio è quasi d’obbligo essere un appassionato di queste storie fantastiche. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se nel 2007, per il 30esimo anniversario del primo episodio della saga, l’originale spada laser di Luke Skywalker sia stata inviata a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

 

Una degna sepoltura. Clyde Tombaugh era un astronomo statunitense che il 18 febbraio del 1930 scoprì Plutone. Il pianeta, ora pianeta nano, è rimasto un puntino che lentamente si spostava sul campo stellato fino al 2015 quando la sonda della NASA New Horizons ha sorvolato il pianeta scattando foto e facendo analisi di questo piccolo pianeta ai confini del nostro sistema solare. Oltre agli strumenti scientifici, però, a bordo c’era un carico molto speciale: le ceneri di Tombaugh, venuto a mancare nel 1997. I resti dell’astronomo sono stati inviati verso il pianeta che lui stesso aveva scoperto.

 

Gli oggetti, i manufatti e le cose che abbiamo spedito in orbita sono ormai tantissime, da panini al prosciutto a statuette d’alluminio passando per i famosi dischi d’oro a bordo delle sonde Voyager. Nel prossimo futuro l’espansione umana nello spazio potrebbe accelerare e quindi viene naturale la domanda, quale sarà il primo oggetto bizzarro che l’uomo porterà con sé sulla superficie di Marte?

Alberto Laratro
Alberto Laratro

Laureato in Scienze della Comunicazione e con un Master in Comunicazione della Scienza preso presso la SISSA di Trieste ha capito che nella sua vita scienza e comunicazione sono due punti fermi.

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