Spazio

Perseverance: la NASA torna su Marte

30 luglio 2020 | Scritto da Alberto Laratro

È pronto al lancio il rover gemello di Curiosity, con moltissimi upgrade, fra cui il primo drone sul pianeta rosso

La armoniosa danza dei pianeti al ritmo della gravità fa sì che questo periodo, che si presenta ogni due anni, è il momento migliore per tentare di raggiungere Marte. Abbiamo già visto come gli Emirati Arabi hanno recentemente lanciato la loro prima missione verso il pianeta rosso, così come la Cina appena una settimana fa è partita con l’ambiziosa missione Tienwan-1. Adesso è giunto il turno degli Stati Uniti che il 30 luglio alle 15.30 italiane lanceranno la missione Perseverance, una missione per certi versi gemella di quella del rover Curiosity, lanciata ormai 9 anni fa, ma allo stesso tempo molto diversa.

 

La missione. Il rover partirà in cima a un razzo Atlas V e giungerà a destinazione il 18 febbraio dell’anno prossimo. Sito d’atterraggio il cratere Jezero, nella Isidis Planitia, in cui si trovano i resti di un enorme delta fluviale all’interno del quale Perseverance potrà svolgere la sua missione: cercare tracce di carbonio organico e quindi di vita fossile.

 

Il rover. Esteticamente molto simile a Curiosity, Perseverance nasconde sotto la superficie il meglio delle tecnologie e delle strumentazioni scientifiche disponibili. Pesa ben 1050 kg, il 20% in più del suo predecessore, ed è alimentato da un generatore termoelettrico a radioisotopi, o RTG. Un dispositivo che sfrutta il decadimento radioattivo di un isotopo del Plutonio per generare energia e quindi alimentare il rover. Con una velocità massima di 150 metri l’ora è veloce quasi il doppio di Curiosity, ma attenzione, l’esplorazione di Marte non è una corsa ma una maratona: per gestire questa “folle” velocità il rover è dotato di un sistema di autopilota in grado di gestire in autonomia la navigazione verso il suo obiettivo.

 

Gli strumenti scientifici. Perseverance è dotato di due telecamere principali, Mastcam-Z e Supercam, se la prima è una vera e propria fotocamera, la seconda è un sistema più adatto ad analizzare lo spettro luminoso di campioni di roccia che vengono vaporizzati da un laser. Un braccio robotico snodato permette al rover di interagire con l’ambiente per svolgere le analisi e raccogliere campioni.

Proprio sul braccio robotico trovano posto due strumenti fondamentali per la riuscita della missione chiamati, curiosamente, “SHERLOC” e “WATSON”. Entrambi sono specializzati nel cercare tracce di materiali biologici.

 

In volo nei cieli di Marte. Uno dei punti forte di questa missione si trova nel ventre di Perseverance. Dopo un mese di permanenza sul pianeta rosso verrà liberato Ingenuity, il primo drone interplanetario. Si tratta di un piccolo elicotterino dal peso di appena 1.8 kg in grado di librarsi in volo nella tenue atmosfera marziana grazie agli ampi rotori capaci di girare fino a 2400 rpm. Farà da guida per il rover, permettendo di andare all’avanguardia per esplorare il percorso più avanti con un dettaglio che i satelliti non possono fornire. Inoltre, se il sistema funzionerà a dover permetterà in futuro di sviluppare veicoli volanti più pesanti, permettendo di esplorare il pianeta da una nuova prospettiva.

 

Alberto Laratro
Alberto Laratro

Laureato in Scienze della Comunicazione e con un Master in Comunicazione della Scienza preso presso la SISSA di Trieste ha capito che nella sua vita scienza e comunicazione sono due punti fermi.

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