Spazio

Pianeti fantastici e dove trovarli

4 febbraio 2020 | Scritto da Alberto Laratro

Il mondo della fantascienza, della narrativa e dei videogiochi immagina spesso mondi straordinari, fuori dal nostro quotidiano. Ma se vi dicessimo che alcuni di questi esistono realmente?

Luke Skywalker, su Tatooine, scopre che i suoi zii, che l’hanno cresciuto sin da quando era piccolo, sono stati uccisi dall’Impero. In un momento di grande intensità l’eroe di Star Wars guarda l’orizzonte tinto di rosso dal tramonto di due soli. Sì, due soli, perché il pianeta immaginato da George Lucas per la leggendaria saga orbita attorno a un sistema binario. Un mondo straordinario, ma non impossibile. Sono decine, infatti, gli esopianeti scoperti fino a oggi che hanno più di una stella.

Tatooine, quindi, non è frutto totalmente della fantasia, ma potrebbe essere reale – stormtroopers, droidi e Forza a parte. Proprio di recente, infatti, un nuovo pianeta si è andato ad aggiungere alla lista: si chiama TOI 1338 b, dista 1300 anni luce da noi ed è stato individuato da uno stagista diciassettenne della NASA.

I pianeti della fantascienza, in tutte le sue forme e media, che esistono realmente sono però molti di più, una prova che alle volte la fantasia può superare la realtà. Andiamo a scoprire quali.

 

Il pianeta di Re Kaioh. La saga del cartone animato Dragon Ball è carica di posti straordinari e di pianeti fantastici, ma il più affascinante rimane il piccolissimo mondo del Re Kaioh del Nord. Si tratta di un pianeta con appena qualche decina di metri di diametro, abitato dal Re Kaioh, uno dei personaggi della serie che allenerà il protagonista, Goku. Peculiarità di questo pianeta è la gravità: nonostante la dimensioni del pianeta, questa è dieci volte maggiore di quella terrestre.

Nella realtà incontrare pianeti così piccoli è impossibile, o meglio, non avrebbero la densità adatta per raggiungere il cosiddetto equilibrio idrostatico, il fenomeno che rende sferico un corpo celeste. Esiste però qualcos’altro che si avvicina molto al pianeta inventato da Akira Toriyama, autore della serie. Si tratta di una stella di neutroni, una stella collassata. Oggetti di questo tipo sono incredibilmente compatti, misurano infatti in media appena una decina di km, e la loro gravità è immensa, si tratta di stelle infatti che sono arrivate a un passo dal diventare buchi neri. Se Goku riuscisse ad allenarsi sulla loro superficie diventerebbe davvero l’essere più potente dell’universo.

 

Il pianeta di Interstellar. Il fantastico film di Christopher Nolan racconta l’epica e disperata ricerca di un nuovo pianeta per l’umanità. Durante il film vengono visitati diversi pianeti ma ce n’è uno che ha catturato l’attenzione del pubblico. Si tratta del pianeta di Miller, uno degli astronauti mandati a cercare una nuova casa per l’umanità: un mondo ricoperto da un oceano sconfinato e profondo appena qualche centimetro. Almeno finché non arriva l’onda di marea. Orbitando attorno a un buco nero, infatti, questo oceano è soggetto a forze mareali immense che innalzano un muro d’acqua per km sulla superficie. Il pianeta, ruotando, fa scorrere questa montagna d’acqua su tutta la superficie, quasi travolgendo i protagonisti.

Purtroppo, a oggi non abbiamo scoperto altri pianeti, oltre la Terra, la cui superficie sia coperta d’acqua. Abbiamo però una testimonianza dell’incredibile potere delle forze mareal su Phobos, uno dei due piccoli satelliti di Marte. La sua superficie è ricoperta da striature, come se avesse le smagliature. La luna più grande di Marte (appena una decina di km di diametro) orbita ad appena 6000 km d’altezza (per fare un paragone la Luna terrestre orbita a 384.000 km). Le forze di marea agiscono non solo sull’acqua, come nel film di Nolan, ma anche sulla roccia, ecco quindi che l’intera luna marziana è sotto un costante stress, ed ecco spiegate anche i segni sulla sua superficie: sono i prodromi di una futura disintegrazione di Phobos, che verrà fatta a pezzi dalla gravità marziana.

 

Due lune per Nirn. Dopo essere passati per gli universi narrativi di film e cartoni animati è giusto soffermarsi anche nel mondo dei videogiochi. In questo caso parliamo della serie di The Elder Scrolls. Un gioco di ruolo con ambientazione fantastica, la serie, ormai arrivata alla quinta edizione, ha luogo nel mondo di Nirn, un mondo abitato da esseri immaginari di ogni sorta, elfi, orchi, nani (o meglio Dwemer) draghi, non-morti e via discorrendo. Per il resto simile alla Terra, Nirn ha una caratteristica astronomica particolare, possiede due lune, Secunda e Masser.

Per scoprire un pianeta con due lune non dobbiamo andare lontano, torniamo infatti su Marte. Come accennato sopra il pianeta rosso possiede due satelliti, Phobos e Deimos. Le due lune sono molto piccole, appena qualche decina di km l’una e orbitano molto vicino alla superficie. Se vogliamo trovare un pianeta i cui cieli siano illuminati, però, da vere e proprie lune allora dobbiamo spostarci poco più in là, appena 780 milioni di km, oltre la cintura degli asteroidi. Si tratta di Giove, il gigante gassoso e i suoi 79 (individuati fino a oggi) satelliti naturali. Fra questi spiccano sicuramente i quattro medicei, Io, Europa, Ganimede e Callisto, grandi praticamente quanto un piccolo pianeta (fra i 3000 e i 5000 km di diametro) sono visibili dalla Terra anche con un binocolo.

Di mondi immaginari ne esistono un’infinità, da pianeti realistici e verosimili a strani pianeti a forma di disco appoggiati su elefanti posti sul guscio di una gigantesca tartaruga spaziale, come nel libro Discworld di Terry Pratchett, non sappiamo quanto e se chi ha inventato questi mondi abbiamo preso ispirazione dalla realtà, ma rimane la certezza che per poter immaginare mondi – e futuri – alternativi, bisogna prima conoscere quelli reali.

Alberto Laratro
Alberto Laratro

Laureato in Scienze della Comunicazione e con un Master in Comunicazione della Scienza preso presso la SISSA di Trieste ha capito che nella sua vita scienza e comunicazione sono due punti fermi.

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