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Il futuro del vino al Vinitaly 2019

16 aprile 2019 | Scritto da Alberto Laratro

Fra droni, neuromarketing e tecnologie smart abbiamo esplorato ciò che ci aspetta nel futuro del vino in Italia.

Quando ci versiamo un bicchiere di buon vino pensiamo alla nostra tradizione vinicola, alla passione e alla terra che ha dato vita ad una delle bevande simbolo del nostro paese, ma l’industria vinicola è anche innovazione, tecnologia e nuovi metodi di coltivazione. In occasione della 53esima edizione del Vinitaly abbiamo esplorato gli stand per scoprire qual è il futuro del vino, quali tecnologie vengono utilizzate per ottimizzare e migliorare l’industria e quali innovazioni, chi il vino lo produce, beve e vende, prevede entreranno nella filiera.

L’edizione di quest’anno del Vinitaly, tenutasi al Veronafiere dal 7 al 10 aprile, è stata la più grande mai organizzata. In 4 giorni si sono avvicendati, fra gli stand di oltre 4600 aziende vinicole, più di 125mila visitatori provenienti da 145 nazioni: «una delle cifre anche di questa edizione di Vinitay è stata di sicuro l’internazionalità, con l’ulteriore incremento del 3% dei top buyer presenti tra i padiglioni – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –. Merito delle ulteriori risorse investite sull’attività di incoming, con la selezione e gli inviti da 50 paesi target e la collaborazione con Agenzia ICE.  Nella top five delle provenienze degli operatori primeggiano gli Stati Uniti (+2% sul 2018), seguiti da Germania (+4%), Regno Unito (+9%), Cina (+3%) e Canada (+18%). Su questo fronte molte bene il Giappone (+11%)”.

Non solo tradizione ma anche innovazione. Fra gli stand che offrono vino biologico imbottigliato secondo metodi antichi si trova anche chi utilizza nuove tecnologie applicate in diversi punti della produzione vinicola per ottimizzarla, applicando nuovi metodi di marketing e trovando soluzioni alle necessità imposte dai cambiamenti climatici. Dall’uso di droni per monitorare i terreni – e anche girare qualche video in VR per pubblicizzare la propria azienda – all’utilizzo di nuovi materiali per la costruzione di pavimentazioni smart in grado di ridurre l’impatto ambientale, passando per ricerche di neuromarketing per misurare il gradimento della degustazione del proprio prodotto fino all’utilizzo della robotica e dell’automazione per rendere il processo di imbottigliamento e packaging più veloce ed economico.

 

Alberto Laratro
Alberto Laratro

Laureato in Scienze della Comunicazione e con un Master in Comunicazione della Scienza preso presso la SISSA di Trieste ha capito che nella sua vita scienza e comunicazione sono due punti fermi.

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