Cambiamento climatico e ambiente

Stiamo perdendo le barriere coralline a causa del riscaldamento globale

21 novembre 2019 | Scritto da La redazione

La morte dei coralli è una delle conseguenze nascoste della crisi climatica ma la loro scomparsa potrebbe danneggiare centinaia di milioni di persone

Negli ultimi anni la grande barriera corallina australiana, la più grande del mondo, è andata incontro a una diminuzione di quasi il 70%, circa 700 km perduti per sempre. Questa barriera, come altre in tutto il mondo, sta andando incontro a una fine precoce, un destino dalle conseguenze molto gravi non solo per questi ecosistemi ma anche per l’uomo stesso.

 

Lo sbiancamento dei coralli. Il processo che porta alla morte dei coralli passa attraverso dei piccoli microorganismi, le zooxanthellae, delle alghe di cui i coralli si nutrono e da cui estraggono il necessario per acquisire i loro fantastici colori e per calcificare, creando quindi quelle enormi strutture che chiamiamo barriere coralline. Quando la temperatura dell’acqua sale queste alghe emettono radicali liberi che sono dannosi per i coralli che per sopravvivere quindi le espellono, sbiancandosi. Questo fenomeno, noto anche come coral bleaching, è conosciuto da tempo e ciclicamente colpisce le diverse barriere coralline nel mondo. Ma con l’aumento fuori scala delle temperature il fenomeno è diventato insostenibile per i coralli, che muoiono in grandi quantità senza avere il tempo per rigenerarsi.

 

Una questione di acido. L’oceano assorbe enormi quantità di CO2, circa un quarto di quella prodotta dall’uomo finisce negli oceani. Maggiore la CO2, maggiore l’acidità dell’acqua: questo fenomeno, chiamato l’acidificazione degli oceani, rende ancor più difficile per i coralli formare il loro scheletro di carbonato di calcio, aggravando la situazione di questi animali.

 

Gli impatti sull’uomo. Le barriere coralline, oltre a essere un paradiso per sommozzatori e amanti della natura, sono un fondamentale ecosistema marino, che funge da casa per un quarto delle specie che vivono nell’oceano. La scomparsa di questi ecosistemi significherebbe la perdita anche di un’enorme fetta di biodiversità, con un grave danno alla rete alimentare che colpirà anche l’uomo. Oltre mezzo miliardo di persone nel mondo vivono grazie alle barriere coralline, traendone direttamente o indirettamente sostentamento. Non solo, le barriere sono anche dei frangiflutti naturali di incredibile efficacia, smorzando la forza delle onde e riducendo l’erosione delle coste. Si stima che la perdita delle barriere coralline metterebbe in pericolo e oltre 200 milioni di persone.

Ma non tutte le speranze sono perdute, un gruppo di ricerca potrebbe aver trovato un modo per ripopolare le barriere in tempi brevi. L’unica condizione, affinché abbia un senso attuare questi processi sarà necessario prima ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e quindi gli impatti della crisi climatica.

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La redazione
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