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Perchè Musk e Tesla vogliono, e possono costruire dei ventilatori per l’emergenza coronavirus

23 marzo 2020 | Scritto da Astrospace.it

Musk non è stato nelle ultime settimane, uno dei più prudenti sull'emergenza coronavirus, anzi. Ha più volte affermato che il panico è eccessivo e farà più danni. Ora però sembra voler intervenire con un aiuto concreto.

Elon Musk è intervenuto poche volte nelle ultime settimane per parlare dell’emergenza da coronavirus in atto. In uno dei suoi primi tweet sulla vicenda, affermava che il panico scatenatosi ad inizio febbraio fosse abbastanza sciocco. Certo, non possiamo dire che sia stato l’unico a sottostimare l’emergenza in atto, soprattutto negli Stati Uniti. Questa mattina Musk ha però risposto ad una domanda su twitter riguardo alla possibilità che Tesla partecipi attivamente nella produzione di ventilatori meccanici per i malati in terapia intensiva.

La discussione sulla carenza di ventilatori è partita nel momento in cui Musk ha riportato due studi americani appena pubblicati su possibili trattamenti per la malattia COVID-19. Questo il primo studio riportato da Musk, questo il secondo. In un successivo tweet, Musk ha anche segnalato di come la mortalità da Covid-19 sia più bassa di quanto segnalato. Questo in particolare per via dei molti contagiati asintomatici o non rivelati. Il fondatore di SpaceX e Tesla ha inoltre pubblicato alcune statistiche riguardanti la mortalità in Italia. La prima incentrata sul numero di patologie pregresse possedute dalle vittime. La seconda sul numero di contagi giornalieri italiani. Su quest’ultima statistica, basata sui dati del 15 Marzo, Musk ha commentato: “Some helpful data from Italy”, “qualche dato incoraggiante dall’Italia”.

Ad uno di questi Tweet ha risposto un proprietario di Tesla, affermando di essere un fan dell’azienda, di lavorare nel campo medico e chiedendo a Tesla di intervenire nella produzione di ventilatori. Raja Abbass, autore del tweet, ha detto a Musk di smettere di fare l’idiota sull’emergenza in atto e di chiedere consulto a medici su quanto la situazione sia grave. Musk allora ha iniziato ad avanzare la proposta di far produrre le apparecchiature mediche a Tesla.

L’aiuto a case automobilistiche è già stato chiesto in vari paesi, in particolare in Inghilterra, dove lo stesso governo ha contattato Ford, Jaguar e Land Rover. Musk ha affermato che Testa in particolare, non avrebbe grandi difficoltà tecniche a produrli. La casa automobilistica produce già dei sistemi di ventilazione molto efficaci per le sue vetture, chiamati HVAC System (Heating, Ventilation and Air Conditioning System).

Il sistema di filtraggio delle Tesla è infatti, come dichiarato dalla stessa casa automobilistica, a prova di arma biologica. Il nome della sua modalità avanzata è Bioweapon Defense Mode e protegge da inquinamento e polveri sottili ma anche da polline, batteri, virus e inquinanti gassosi. Secondo Tesla questo livello di filtraggio è centinaia di volte più avanzato di quello presente nelle auto della concorrenza.

Per quanto riguarda l’emergenza coronavirus, i filtri di condizionamento delle Tesla hanno le migliori prestazioni di filtraggio su particelle con un diametro intorno a 0,5 micron e con quelle con diametro inferiore a 0,1 micron. Secondo la dott.ssa Mariea Snell, vicedirettore del dottorato infermieristico della Maryville University, la dimensione del virus che provoca COVID-19 è di circa 0,125 micron. Ciò significa che effettivamente i filtri delle Tesla potrebbero proteggere da coronavirus. Certo, questo non sarebbe il loro uso consigliato, ma ciò dimostra la capacità di Tesla nel lavorare e produrre questi filtri.

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