Future Society

Sport e stampa 3D, un connubio vincente

6 febbraio 2019 | Scritto da Cesare Venturoli

La stampa 3D consente una personalizzazione altissima delle attrezzature sportive. Per questo, sempre più atleti e realtà di primissimo piano di tutto il mondo ne approfittano, allenandosi e gareggiando con soluzioni custom “modellate” attorno alle esigenze e alla fisionomia di chi le usa.

Ciclismo e innovazione. Il team di ciclismo Kometa, che fa capo alla Fundaciòn Alberto Contador, ha da poco annunciato una partnership con Elmec Informatica, realtà italiana che si occupa di supportare le aziende nei processi di digitalizzazione. La collaborazione tra la squadra dell’ex ciclista spagnolo di fama mondiale e l’azienda del varesotto copre due ambiti, per realizzare “soluzioni tecnologiche che migliorino l’esperienza dello sport e del team”: la protezione dei dati degli atleti e la stampa 3D applica ai manubri da corsa delle bici.

Il primo aspetto, quello legato ai dati e quindi a sicurezza e privacy in ambito sportivo, riguarda principalmente l’implementazione di una piattaforma per raccogliere tutte le informazioni relative agli atleti, anche quelle più sensibili come quelle sanitarie. Per quanto riguarda l’altro aspetto, invece, gli ingegneri di Elmec lavoreranno per personalizzare i manubri delle biciclette da corsa degli atleti di Kometa, realizzandoli in base a esigenze specifiche e per garantire un maggiore e più efficace controllo del mezzo.

La stampa 3D nel mondo dello sport. La stessa Elmec non è nuova a “avventure” nel mondo dello sport. Durante l’avvicinamento alle Olimpiadi di Rio del 2016, l’azzurra di canottaggio Sara Bertolasi riuscì a far fronte a un infortunio all’ischio grazie a un carrello particolare. La Bertolasi, a causa delle lunghe ore spese a vogare, aveva la necessità di ridurre i dolori causati molto tempo passato ad allenarsi in barca. Insieme a Elmec è stato sviluppato un carrello ergonomico, modellato sulla base della fisionomia dell’atleta e realizzato interamente grazie alla stampa 3D. Questa esperienza è stata raccontata all’interno del film DigitaLife, documentario uscito lo scorso gennaio, diretto da Francesco Raganato e distribuito da Varese News.

Proprio a Rio 2016 la stampa 3D è stata protagonista delle gare e delle performance per molti atleti. Shelley-Ann Fraser-Pryce, velocista e portabandiera della squadra giamaicana, ha indossato alle olimpiadi brasiliane delle scarpe che Nike ha realizzato per lei su misura grazie alla stampa 3D. La due volte campionessa olimpica nei 100 metri piani, che a Rio alla fine ha portato a casa un bronzo, ha corso con ai piedi delle Nike Superfly Elite disegnate per permetterle di colmare uno specifico e particolare gap tecnico, consentendo all’atleta di ottenere un ritorno di spinta più accelerato grazie alla geometria della suola. Nike ha utilizzato la stampa 3D sia per il prodotto finale, personalizzando la calzata (ovviamente perfetta) della scarpa, sia in tutte le fasi di prototipazione condotte durante il processo di ricerca e sviluppo.

Un altro esempio da citare, sempre in ambito scarpe e stampa 3D, è quello di Michael Phelps. A causa del suo “piedone”, il nuotatore statunitense si era ritrovato ad aver bisogno di calzature speciali, sia per l’allenamento che per la vita di tutti i giorni. Così nel 2016, ancora una volta in preparazione alle olimpiadi di Rio, lo sponsor tecnico dello “Squalo”, Under Armour, gli ha realizzato delle scarpe con un’intersuola stampata in 3D. Il suo è ovviamente uno sport dove le scarpe non sono parte integrante della performance, ma chissà che questa nuova soluzione non lo abbia aiutato ad accrescere un palmarès nel quale figurano la bellezza di 26 ori mondiali e 23 olimpici (di cui 5 proprio a Rio de Janeiro).

Scenari futuri. Come abbiamo visto, la stampa 3D è ormai parte integrante dell’allenamento e delle gare di tantissimi sportivi, per cui immaginare uno scenario futuro forse corrisponde a immaginare qualcosa che sta accadendo già. I grandi brand sportivi, come Nike e Under Armour, o anche aziende come Elmec che non fanno dello sport il loro core business, contribuiscono a mettere gli atleti nelle condizioni di rendere al meglio delle loro possibilità. In molti sport, tra cui il ciclismo e l’atletica leggera, spesso le gare vengono decise da dettagli che permettono agli atleti di guadagnare anche solo frazioni di secondo, solamente accompagnando il naturale movimento del corpo umano. È in questo che la tecnologia sarà sempre più presente, e forse decisiva, in tutti gli sport, realizzando dunque prodotti altamente personalizzati che aiutino le persone a superare dei piccoli limiti tecnici, infortuni o semplicemente sopperendo una seduta scomoda.

Cesare Venturoli
Cesare Venturoli

Ambassador, Future Activist

Cesare Venturoli è Ambassador di Impactscool sin dall’inizio. Impactscool è per lui l’opportunità per studiare e confrontarsi con tutto ciò che riguarda l’innovazione e le nuove tecnologie.

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