Giovani e futuro

Il 70% dei posti di lavoro richiede competenze digitali

3 dicembre 2019 | Scritto da La redazione

È quanto emerge dal “Rapporto competenze digitali” realizzato dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, discusso a JOB&Orienta

Le competenze digitali non riguardano solo le imprese che si occupano informatica ma sono un requisito ormai necessario trasversalmente in tutti i settori che si preparano ad affrontare la Digital Transformation. Secondo un report del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, presentato in uno spazio della fiera JOB&Orienta, 7 posti di lavoro su 10, oltre 3,1 milioni di profili professionali, richiedono capacità legate al mondo del digitale.

 

Secondo il report una delle competenze chiave per il mondo del lavoro digitale riguarda l’utilizzo di linguaggi matematici e informatici: un requisito fondamentale per il 51% dei profili analizzati (2,3 milioni), mentre le abilità digitali di base e l’abilità nella gestione di strumenti di comunicazione visiva e multimediale sono state richieste al 58% dei profili (2,7 milioni). Più contenuta la diffusione della richiesta di competenze specifiche – e ovviamente più specialistiche – per la gestione di soluzioni e tecnologie robotiche, big data analytics, internet of things, ecc. ai processi aziendali.

 

Contaminazioni. A prescindere dall’ambito lavorativo una peculiarità che è emersa dallo studio è che il lavoro del futuro è “contaminazione”: i professionisti devono essere in grado di unire le competenze digitali con la formazione tradizionale. Tra i laureati under 29 quelli che vedono la maggior richiesta di e-skills sono: laureati in statistica, in ingegneria civile e ambientale, scienze matematiche, fisiche e naturali, agraria; tra i diplomati under 29, invece, quelli che provengono da percorsi di grafica e comunicazione, produzione e manutenzione industriale e artigianale, meccanica, meccatronica ed energia. Continuano a risultare numerose, naturalmente, le professioni che fanno riferimento al mondo dei Big Data, tra cui data scientist e big data analyst.

 

L’importanza della scuola. In questo panorama sta alla scuola orientare i giovani verso questi campi, preparandoli ad affrontarne le sfide. Sfide che riguardano anche la formazione stessa che deve cambiare i suoi strumenti, i suoi linguaggi e i suoi metodi, e che il Ministero dell’istruzione, Università e Ricerca ha accolto e si prepara ad affrontare tramite 35 azioni del Piano nazionale Scuola digitale. Diverse scuole hanno già capito l’importanza del cavalcare il cambiamento, senza subirlo, mettendo in pratica progetti innovativi in grado di conquistare riconoscimenti a livello anche internazionale.

 

 

La redazione
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