Robotica e AI

Insetti, cani e abitanti del mare: i robot ispirati agli animali

5 luglio 2019 | Scritto da La redazione

Un robot “medusa” sviluppato in Germania è solo l’ultima di una serie di macchine ispirate agli animali: conosciamole meglio

La natura è spesso in grado di sorprenderci, dimostrandosi spesso più “avanzata” di qualunque dispositivo tecnologico. Le sue leggi e i suoi meccanismi diventano così fonte di inspirazione anche per l’ingegneria e, in particolare, per la robotica: lo studio della biologia, per esempio, ha portato alla nascita di una nuova generazione di robot capaci di simulare il comportamento delle piante e utilizzare l’ambiente per muoversi. Ma la cosiddetta robotica bioispirata non è l’unica che osserva e prende spunto dalla natura. È dell’ultima settimana la pubblicazione su Nature Communications di uno studio che ha portato allo sviluppo di un “robot medusa”, l’ultima di una lunga serie di macchine che somigliano agli animali.

Il cane resta il migliore amico dell’uomo, anche in formato robot. Provare empatia per un cane, anche se in versione robotica, è normale: l’antropomorfizzazione ci porta a riconoscerci e provare empatia verso un’entità che abbia caratteristiche che ci permettano di attribuirgli un certo grado di coscienza e questo meccanismo ovviamente si instaura anche con il migliore amico dell’uomo. Per questa ragione il cane robotico Sony Aibo è molto amato: simpatico e intelligente (anche se forse un po’ inquietante), Aibo è in grado di identificare le persone e le loro espressioni, comportandosi di conseguenza con differenti reazioni. Ma anche la Boston Dynamics ha puntato forte su robot dalle sembianze di cane: gli Spot-mini, pronti al debutto sul mercato, ricordano i nostri fedeli compagni a quattro zampe: il viso, a dire il vero, è più funzionale che carino (con una pinza in grado, tra le altre cose, di aprire le porte), ma basta vederli ballare per sciogliersi nel più dolce dei sorrisi.

Gli abitanti del mare. Pesci, granchi e ora anche una medusa. Il popolo marino è ben rappresentato nella lista dei robot ispirati agli animali. L’ultimo, in ordine cronologico, è appunto quello con le sembianze di medusa sviluppato in Germania all’Istituto Max Planck per i sistemi intelligenti. Grande pochi millimetri e soffice, questo mini robot può essere comandato senza fili attraverso un campo magnetico esterno ed è in grado di contrarre e distendere ritmicamente i suoi tentacoli per nuotare, trasportare oggetti, scavare e rimescolare i liquidi circostanti. È stato realizzato per applicazioni nel settore biomedicale e per il monitoraggio ambientale e potrebbe diventare anche un modello di studio per capire come le meduse reagiscono ai cambiamenti ambientali.

Il robot granchio, invece, è un ambientalista convinto: Crab Robot, questo il suo nome, è stato sviluppato dai ricercatori dell’Istituto di Robotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa per catturare e “mangiare” la plastica che si deposita sui fondi degli oceani.

Non sono tutti innocui. Non tutti gli animali robot, però, sono tenieri e mansueti come Aibo o pacifici come Crab Robot: la DAPA, Defence Acquisition Programme Administration, della Corea del Sud vorrebbe integrare nel suo esercito dei robot-animali entro il 2024. Con caratteristiche simili a uccelli, insetti o serpenti, questi dispositivi verrebbero usati per operazioni di ricognizione in zone pericolose o anguste. Questi robot farebbero largo uso di sistemi di intelligenza artificiale e questo crea non poche preoccupazioni: si creerebbe un precedente per future armi autonome?

Alcuni animali in carne e ossa sono grandissimi predatori: speriamo che questa caratteristica, al contrario delle altre, non sia fonte di ispirazione per lo sviluppo dei robot del futuro.

La redazione
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