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La storia della SpaceX in cinque tappe

5 giugno 2020 | Scritto da Alberto Laratro

L’agenzia spaziale privata di Elon Musk ha recentemente compiuto una nuova impresa storica: lanciare due uomini nello spazio. Ripercorriamo le cinque principali tappe che hanno portato a questo straordinario traguardo

Il 30 maggio la SpaceX ha lanciato per la prima volte due uomini nello spazio. Il momento in cui le fiamme hanno iniziato a lampeggiare alla base del Falcon 9 è già entrato nella storia come uno dei momenti cardine per la nascita della commercializzazione dello spazio. Il successo della missione poi, con l’arrivo dei due astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, ha definitivamente inserito la SpaceX fra le grandi realtà che hanno plasmato il mondo dell’esplorazione spaziale. Elon Musk come Werner Von Braun, come Sergej Korolev. Personaggi storici che condividono una passione e una serie di successi costruiti sui fallimenti di decine e decine di test. Facciamo un breve tour in cinque tappe nella storia della SpaceX, uno sguardo al passato per comprendere meglio il futuro.

 

Il primo lancio. La storia della SpaceX ha inizio ufficialmente nel 2002, ma bisognerà aspettare fino al 2006 per vedere il primo lancio. Si tratta del volo inaugurale del Falcon 1, la prima interazione della famiglia di razzi oggi ormai famosa. Elon Musk mise in gioco tutti i suoi fondi personali per realizzare i primi razzi, e si arrivò a un passo dal fallimento: i primi tre lanci furono un fallimento totale. Il 28 settembre del 2008 è stato il momento della verità: i fondi a disposizione dell’azienda (e di Musk) erano ufficialmente finiti, la riuscita o il fallimento di questa missione avrebbe decretato il successo o la fine della SpaceX. Il lancio fu un successo, la SpaceX riuscì a raggiungere l’orbita per la prima volta. Il Falcon 1 volò solo un’altra volta, il progetto venne subito abbandonato per fare spazio al Falcon 9, il razzo principale della compagnia.

 

Il primo atterraggio. Facciamo un salto in avanti di 7 anni, è il 22 dicembre del 2015 e i Falcon 9 sono ormai razzi rodati che riescono senza problemi a portare il loro carico in orbita. Ma a Elon Musk il successo non basta: per realizzare la mission della SpaceX, ovvero rendere l’accesso allo spazio il più economico possibile, i Falcon 9 devono tornare sulla Terra e atterrare, così da poterli riutilizzare. Si tratta di un’operazione incredibilmente complicata, come provare a mantenere in equilibrio una matita su un dito, solo che la matita è alta 70 metri, pesa 22 tonnellate e sta rientrando in atmosfera a 5940 km/h. Dopo diversi, disastrosi, rientri falliti, 3 giorni prima di Natale del 2015, il primo stadio di un Falcon 9 rientra e atterra in verticale sulla zona d’atterraggio a Cape Canaveral fra gli applausi scroscianti del pubblico.

 

Il primo volo del Falcon Heavy.  Fast forward di soli 3 anni per un nuovo momento cardine nella storia dell’agenzia spaziale di Musk: il lancio inaugurale del Falcon Heavy. Il test non prevedeva un carico pagante, ovvero un satellite o un carico di terzi, ma una Tesla Roadster rossa che sarebbe finita in orbita nel Sistema Solare, passando vicino Marte. Come un balletto coordinato il lancio prevedeva il rientro di tre vettori, i primi due booster laterali a Cape Canaveral, in un rientro in sincrono che lasciò tutti a bocca aperta, un terzo atterraggio in mare, sulla chiatta “Off Course I Still Love You”, per lo stadio principale (atterraggio purtroppo fallito, unico neo in una missione altrimenti perfetta). La Tesla ancora oggi viaggia nello spazio e probabilmente lo farà per molto tempo.

 

La Startship. A settembre del 2017, durante l’International Astronautical Congress, Musk presentò ufficialmente la Starship, un razzo di nuova generazione (e concezione) dalla proporzioni gigantesche, capace di portare 100 persone in orbita e una volta funzionante di permettere la colonizzazione, almeno secondo la roadmap della SpaceX, della Luna e di Marte. A oggi il razzo intero non ha ancora volato, essendo in fase di sviluppo, ma il suo fratello minore, il prototipo Starhopper, nel luglio del 2019, ha compiuto un breve balzo di 20 metri e poi di 150 metri in un test successivo. Recentemente la quarta versione del prototipo della Starship è esplosa durante un test, rallentando il progetto.

 

Il primo equipaggio privato. Arriviamo quindi al presente, ormai già nella storia, il 30 giugno un Falcon 9 parte da Cape Canaveral con in cima la capsula Dragon 2. I due astronauti a bordo sono arrivati sani a salvi 19 ore dopo a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, diventando i primi umani portati nello spazio da un’agenzia privata. Non solo, il primato è anche nazionale: gli Stati Uniti, dopo un fermo di 9 anni, tornano a lanciare razzi con umani a bordo dal proprio territorio.

Ma la storia non finisce qui, nuove tappe sono già all’orizzonte, come il futuro lancio dello Starhopper e la prima crociera attorno alla Luna. Non sappiamo quale sarà il futuro della SpaceX ma sappiamo per certo che ormai il suo nome è legato per sempre a quello dell’esplorazione spaziale.

Alberto Laratro
Alberto Laratro

Laureato in Scienze della Comunicazione e con un Master in Comunicazione della Scienza preso presso la SISSA di Trieste ha capito che nella sua vita scienza e comunicazione sono due punti fermi.

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