Città e Trasporti

Sotto il mare, ultraveloci, magnetici, green: così i treni ripartono

29 novembre 2019 | Scritto da Stefano Tenedini

L’idea di andare da Helsinki a Tallin sotto il Baltico in carrozza è sempre più realistica, grazie a un maxi-finanziamento cinese. Nuovi progetti ferroviari basati su tecnologie avanzate spuntano in Europa e in Asia: sarà la rotaia il trasporto ideale per il futuro?

Non ci sono solo lo spazio, con le ipotesi fantascientifiche di Elon Musk o di Jeff Bezos, né le auto o i bus a guida autonoma, le autostrade intelligenti, gli aeroplani a energia elettrica. Il futuro ha bisogno anche di trasporti innovativi ma “tradizionali”, che uniscano nuove forme di sviluppo sostenibile, riduzione di rischi e meno consumo di energia e territorio. Come i treni: sempre più efficienti, a minor impatto e meno inquinanti di auto, aerei e camion.

Va detto che per ora gli esempi non sono brillanti, come dimostrano la Tav Torino-Lione e il mezzo flop del tunnel della Manica. Sotto le Alpi è quasi tutto fermo e le incertezze politiche allontanano una rapida e profittevole messa in rete. E l’Eurotunnel? Da qualche anno porta utili col trasporto merci, ma le azioni della società di gestione Getlink (un mix franco-inglese) sono inchiodate sui valori di cinque anni fa. E poi incombe la Brexit, l’incubo di riconsiderare standard operativi, controllo dei clandestini, calo dell’import-export…

 

Però sempre in Europa c’è chi si prepara invece a mettersi al lavoro… in treno. Sotto le gelide acque del Golfo di Finlandia diventa sempre più realistico il sogno di un tunnel ferroviario sottomarino che unisca Helsinki e Tallinn, capitali della Finlandia e dell’Estonia. Dopo lunghi studi di fattibilità e dubbi su come finanziare il costoso progetto, nei mesi scorsi una società cinese si è fatta avanti con 15 miliardi di euro, pronta a costruire tunnel, treni e stazioni per un percorso di un centinaio di chilometri. La Via della Seta in versione scandinava.

Per andare dal Paese di Babbo Natale alla ex repubblica sovietica del Baltico, grazie a treni veloci che correranno metà sommersi e metà sopra le onde, non ci vorrà più di mezz’ora. In verità l’ambizioso progetto, che fa ha mosso i primi passi con un memorandum di intesa tra promotori e finanziatori, preoccupa l’Europa, già alle prese con la contrarietà americana per la rapida avanzata cinese sui porti del Mediterraneo e l’ipotesi di una linea diretta via terra da Pechino alla Germania. Ma il balzo tecnologico e il risparmio di tempo sono innegabili: i traghetti, molto inquinanti, oggi ci impiegano tre o quattro volte di più, in base alla stagione.

 

Il Nord Europa. Un po’ preoccupati gli estoni (che vogliono vederci chiaro perché il costo totale del progetto supera il Pil del Paese), mentre sono entusiasti i finlandesi che puntano sul calo di pressione su Helsinki, dal cui porto passano merci in quantità e 12 milioni di passeggeri l’anno, quasi tutti proprio pendolari diretti a Tallinn. Inoltre il tunnel potrebbe collegarsi con Rail Baltica, ferrovia che unisce la Polonia e l’estremo Nord Est: entro il 2026 si completerebbe così la rete europea ad alta velocità, una prospettiva vincente anche per gli effetti sull’ambiente.

Anche sul piano ingegneristico il tunnel sarebbe un gioiello di progettazione: a due gallerie che correranno a una profondità massima di 200 metri, dotate di cablatura per internet ad alta velocità e un’isola artificiale a metà strada, avrà pure un prezzo concorrenziale: la sola andata costerà 50 euro. Quanto ci vorrà per questa meraviglia? Pare solo cinque anni…

 

I trasporti su rotaia di domani. Su Impactscool Magazine abbiamo già parlato di Hyperloop, il treno a levitazione magnetica concepito da Elon Musk che potrebbe sbarcare anche in Italia. A 1200 all’ora andrebbe da Milano a Bologna in 9 minuti: ma senza il progetto di fattibilità promesso per fine 2019 resta un’utopia. Di sicuro dovremo prepararci a una fortissima speculazione sui terreni. Succede ovunque si parli di Hyperloop: in Cina e a Dubai, negli Usa e in Francia. L’Italia non farebbe eccezione, soprattutto nelle aree ipotizzate: il Sud, la Pianura Padana e la dorsale adriatica.

In ogni caso il treno sembra aver ritrovato slancio e ci sono diversi progetti di trasporto via rotaia, con convogli superveloci ed environment frendly, materiali innovativi e sicurezza. In Asia si moltiplicano i treni Maglev (a levitazione magnetica): il record di velocità con 603 km/h è del Giappone, dove si sta testando anche Linimo, convoglio “lento” (100 km/h) ma che va senza i macchinisti. Insomma, dopo le driverless cars arriva il treno a guida autonoma. In Cina funziona da tempo lo Shanghai Transrapid, mentre la Corea ci lavora a Incheon. Tra le ricerche applicative a buon punto, anche la nuova propulsione con batterie al sale.

L’ultimo sviluppo riguarda i treni con motori a idrogeno, destinati a soppiantare le vecchie locomotive diesel. I convogli sostenibili battezzati Coradia iLint corrono già nella Germania settentrionale: dopo la fase di test la tecnologia verrà estesa a varie linee nei Land tedeschi. Intanto un investimento di 81 milioni consentirà di portare in Bassa Sassonia 14 treni puliti e performanti: autonomia di quasi 1000 chilometri a 140 all’ora, zero carbon footprint e un combustibile accessibile, facile da produrre ed economico. Quindi… tutti in carrozza!

Stefano Tenedini
Stefano Tenedini

Contributor

Giornalista e inviato per quotidiani e periodici, esperienze di ufficio stampa e relazioni esterne nella finanza e in Confindustria. Oggi si occupa di comunicazione per grandi e piccole imprese, professionisti e start-up.

leggi tutto