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Fake news e social, a che punto siamo?

1 febbraio 2019 | Scritto da La redazione

Con l’avvicinarsi delle elezioni europee torna di grande attualità il tema della diffusione di notizie false attraverso i social

Il problema è sempre lì, ma ci sono momenti in cui torna di estrema attualità e diventa improvvisamente una questione urgente e da affrontare. Quello delle fake news diffuse attraverso i social network, è un fenomeno con cui il mondo dell’informazione deve fare i conti già da un po’ e le misure adottate fino a questo momento non sembrano essere sufficienti. Con l’avvicinarsi delle elezioni europee il tema è tornato “caldo” anche nelle sedi dell’Ue, che attraverso la commissaria digitale Mariya Gabriel ha inviato una richiesta esplicita a Facebook e ai big dei social network e del web. Ma mentre si attendono misure efficaci per l’immediato l’avanzamento tecnologico sta favorendo la nascita di nuove minacce.

La richiesta dell’Unione europea. “Fate di più per contrastare le fake news e accelerate le misure per fronteggiarle”. È questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato da Mariya Gabriel in commento al primo rapporto sull’attuazione del codice di condotta volontario sottoscritto da una serie di aziende del digitale, tra cui Facebook, Twitter, Mozilla e Google. In particolare, nonostante riconosca gli sforzi fatti negli ultimi mesi, l’Europa chiede una svolta decisiva per scongiurare il rischio di interferenze esterne in vista dell’appuntamento con le urne di fine maggio. La parola chiave in questo senso è “trasparenza”, quella che ancora sembra mancare su molte piattaforme.
La commissione richiederà dei report mensili per monitorare la situazione, ma il tempo stringe.

Cosa è stato fatto. In casa Facebook il primo passo è stato dare la caccia ai profili falsi, i principali responsabili delle fake news. Inoltre, sarà bloccata la pubblicità di contenuti sensazionalistici, falsi o ingannevoli e saranno modificate le logiche delle news feed (per intenderci i contenuti che appaiono in bacheca degli utenti) per disincentivate tattiche “acchiappa like”. Questo, però, non scongiura completamente il rischio perché le notizie false, per quanto meno visibili, restano in circolazione e possono comunque raggiungere nicchie di utenti. Su Whatsapp, invece, è già stato imposto un limite più stringente sull’inoltro dei messaggi in modo da provare quantomeno a rallentare la diffusione delle fake news.
Google ha annunciato di voler introdurre un sistema di verifica su chi investe nelle campagne pubblicitarie sulla sua piattaforma e sui video sponsorizzati di Youtube sarà sempre esplicitato chi ha pagato per mettere “in vetrina” il contenuto.
Su Twitter, infine, la sfida riguarderà soprattutto l’individuazione dei profili falsi e la limitazione all’utilizzo dei bot.

Il problema è profondo. Queste misure saranno sufficienti ad arginare il problema? Difficile dirlo con certezza, ma quello delle fake news è un problema profondo e radicato. E le ragioni non sono difficili da trovare: diffondere notizie false è redditizio. I clic o le visualizzazioni, infatti, portano soldi e le bufale, proprio perché assurde e sensazionali, sono davvero molto lette.
Basterebbe saperle riconoscerle e segnalarle, direte voi, ma a quanto pare non è così scontato. Stando a due distinte ricerche condotte negli Stati Uniti durante le elezioni americane del 2016, sarebbero gli over 60 a diffondere più spesso le fake news su Facebook e Twitter. Un dato da “prendere con le pinze” e applicato a un contesto molto specifico, ma che comunque fa riflettere sulla disabitudine di alcune generazioni ad analizzare con spirito critico quello che leggono in rete.

Il tempo stringe e il futuro non attende. Manca poco alle elezioni europee e la sensazione è che il fenomeno fake news sia davvero difficile da debellare. Anche perché la tecnologia avanza, almeno con la stessa velocità con cui si stanno provando a trovare delle soluzioni. E tra i pericoli che incombono c’è quello delle Deepfake IA, una tecnica per la simulazione di immagini di esseri umani realizzata grazie a sistemi di Intelligenza artificiale di cui abbiamo ampiamente parlato in un articolo di qualche settimana fa. Non abbiamo ancora imparato a riconoscere e contrastare le comuni (e spesso banali) fake news e già dobbiamo prepararci ad affrontare falsi molto più difficili da individuare.

Intanto, però, guardiamo con attenzione all’imminente campagna elettorale: che la caccia alle fake news abbia inizio.

La redazione
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