Robotica e AI

Regole etiche per l’Intelligenza Artificiale

11 marzo 2020 | Scritto da Gaetano Fabiano

Rome Call for AI Ethics: cosa contiene il manifesto per l’etica nell’intelligenza artificiale

In linea con il dibattito globale degli ultimi anni su etica ed intelligenza artificiale, lo scorso 28 Febbraio è stato sottoscritto in Vaticano un documento che enfatizza gli aspetti etici dell’intelligenza artificiale e che pone un altro tassello alla base della regolamentazione. Il manifesto è stato firmato da Paola Pisano, Ministro per l’Innovazione tecnologica, da monsignore Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, dal direttore generale della Fao Dongyu Qu e dagli organi di presidenza di Microsoft e IBM. All’evento è stato presente anche David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, ad evidenza dell’indirizzo Europeo in materia di Intelligenza Artificiale testimoniato, tra l’altro, da un white paper della commissione europea dello scorso 19 febbraio che descrive l’approccio Europeo basato sulla fiducia.

 

Il manifesto pone l’accento sulla centralità dell’uomo, dell’umanità e dell’ambiente inteso come “casa comune” da salvaguardare. L’intelligenza artificiale deve essere sviluppata secondo criteri che rispettano e garantiscono la dignità di tutti gli esseri umani, tenendo conto delle esigenze di quelli che sono i più vulnerabili. L’obiettivo non è solo garantire l’inclusione, ma anche espandere quelle aree di libertà che potrebbero essere minacciate dal condizionamento algoritmico. Per questa ragione si parla di Algoretica: etica degli algoritmi, sempre più necessaria poiché non è possibile credere che il progresso scientifico e tecnologico sia un fenomeno eticamente neutro che punta solo alla crescita ed allo sviluppo economico.

Ora più che mai, evidenza ancora il documento, dobbiamo garantire una prospettiva in cui l’Intelligenza Artificiale non sia sviluppata solo con un focus tecnologico  ma debba avere al centro il bene dell’umanità e dell’ambiente: un bene comune indissolubilmente connesso e condiviso tra pianeta ed essere umani. In altre parole, una visione in cui persone e ambiente siano insieme al centro dello sviluppo. È tempo di iniziare a prepararsi per un futuro sempre più tecnologico in cui le “macchine pensanti” ricopriranno un ruolo ancora più importante nella vita degli esseri umani. Un futuro in cui sarò necessario affermare un progresso tecnologico vincolato all’integrità etica.
Il documento si pone di raggiungere obiettivi sul fronte dell’Etica, dell’Istruzione e dei Diritti.

Thomas Ducato, per Impactscool Magazine, ne ha parlato con Fabio Moioli, Direttore della Divisione Enterprise Services di Microsoft Italia

“L’IA è destinata a portare un impatto importante nelle nostre vite – ci ha spiegato – ma dipende da noi se questo impatto sarà davvero positivo. È importante che enti, organizzazioni associazioni e istituzioni dialoghino e si impegnino in un testo congiunto per definire delle linee guida, un impegno che fa capire quanto l’intelligenza artificiale sia già importante oggi e quanto lo sarà ancora di più in futuro”.

Ascolta l’intervista completa:

 

Etica. Sul piano etico, in piena convergenza con la dichiarazione universale dei diritti umani, i sistemi di intelligenza artificiale devono essere concepiti, progettati e implementati per potenziare, servire e proteggere gli esseri umani e l’ambiente in cui vivono. Questa prospettiva fondamentale deve tradursi in un impegno a creare, e migliorare, condizioni sociali e personali che consentono sia ai gruppi che ai singoli membri di impegnarsi ed esprimersi pienamente. Affinché il progresso tecnologico si allinei con i veri progressi dell’umanità ed il rispetto per il pianeta, deve soddisfare tre requisiti: deve includere ogni essere umano, senza discriminare; deve avere al centro il bene dell’umanità e il bene di ogni essere umano; infine, non deve mai perdere di vista la cura della nostra “casa comune”.

 

Istruzione. L’impatto delle trasformazioni che l’intelligenza artificiale provocherà nella società, nel lavoro e nell’istruzione dovrà portare una revisione dei programmi scolastici e applicare de facto il principio secondo cui nessuno deve essere lasciato indietro favorendo una formazione permanente. Nel settore dell’istruzione, sono necessarie riforme per stabilire standard elevati e obiettivi volti a migliorare non solo i risultati individuali ma anche collettivi. L’obiettivo principale deve essere quello di sensibilizzare non solo sulle opportunità ma anche su rischi e sulle questioni critiche dal punto di vista dell’inclusione sociale e del rispetto individuale.

 

Diritti. Ma è sul piano dei diritti che il documento cerca la sua vera missione. Affinché l’IA funga da strumento per il bene dell’umanità e del pianeta, devono essere protetti e garantiti i diritti umani mantenendoli al centro del dibattito pubblico. Se verranno messe in produzione nuove forme di automazione, di automazione cognitiva, saranno necessarie responsabilità e consapevolezze. In particolare, sarà essenziale considerare forme di trasparenza, chiarendo quali sono i dati usati ed i criteri decisionali degli agenti algoritmici su cui si basa l’intelligenza artificiale, in modo comprensibile e chiarendone scopi ed obiettivi.

Alcune forme di intelligenza artificiale, come il riconoscimento facciale, la pianificazione di attività lavorative, l’organizzazione automatica del lavoro, rischiano di essere fortemente discriminatorie violando i diritti umani.

Pertanto l’applicazione dell’intelligenza artificiale deve essere sviluppata seguendo i principi di:

  1. Trasparenza: i sistemi di intelligenza artificiale devono essere spiegabili e comprensibili;
  2. Inclusione: prendere in considerazione le esigenze di tutti gli esseri umani;
  3. Responsabilità: progettazione e implementazione dell’IA devono procedere con responsabilità e trasparenza;
  4. Imparzialità: non creare o agire in base al pregiudizio, salvaguardando dignità ed equità;
  5. Affidabilità: risposte affidabili e coerenti a parità di condizioni;
  6. Sicurezza e privacy: rispettare e garante privacy e sicurezza degli utenti.

 

Queste linee guida non sono molto diverse da quelle che le Big Tech Company propongono di adottare nello sviluppo dei propri servizi. Sono anche in linea con quello che l’Unione Europea sta definendo per adattarsi alle aziende che sviluppano intelligenza artificiale. Ma se da un lato, le aziende vogliono proteggere posizioni tecnologiche e l’immagine dei loro servizi, usando la leva etica come fattore attrattivo, dall’altro, l’Unione Europea mira a garantire che lo sviluppo tecnologico non sia guidato solo da interessi commerciali e solo da chi possiede i dati necessari generati dagli utenti. Come punto di convergenza il Vaticano pone la questione etica come “conditio sine qua non” per uno sviluppo equo e che non possa essere usato contro il benessere umano, individuale e collettivo.

 

 

 

Gaetano Fabiano
Gaetano Fabiano

Gaetano Fabiano, esperto di innovazione nella sfera della digital transformation e tecnologie emergenti in ambito Big Data e Intelligenza Artificiale. È docente di informatica, calabrese che vive a Firenze, dove insegna e lavora come formatore e consulente.

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