Scienza e Medicina

Il laser anti frodi: la rivoluzionaria svolta di Enea contro le alterazioni alimentari

22 febbraio 2019 | Scritto da Giovanna La Vecchia

Un laser capace di individuare se nei prodotti acquistati c’è qualcosa che non va. È lo strumento realizzato da Enea, un nuovo modo di difendersi dalle frodi alimentari

Una strumentazione ottica innovativa, basata su una tecnologia laser a infrarosso, che permette di individuare le frodi alimentari e di garantire la qualità e la sicurezza del cibo che finisce sulle nostre tavole. In tempi brevi e senza ricorrere a personale altamente specializzato, sarà possibile analizzare i prodotti alimentari rilevando truffe e contaminazioni. Attraverso un’apparecchiatura maneggevole e di piccole dimensioni, con costi notevolmente ridotti rispetto alle analisi classiche, si potrà rilevare, in pochi secondi, la presenza di sostanze tossiche nei cibi direttamente sul luogo di distribuzione (mercati, supermercati, mense scolastiche, ospedaliere ed aziendali, negozi). Questa la ricerca in cui è impegnato il Centro di Frascati di Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, insieme a sei partner industriali, messa a punto nell’ambito del progetto SAL@CQO finanziato con tre milioni di euro dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Uno strumento prezioso e quasi indispensabile, considerando i dati preoccupanti ed allarmanti diffusi dalla Coldiretti sulla base dei circa 25 mila controlli effettuati dall’Ispettorato Centrale Repressioni Frodi (ICQRF) nei primi otto mesi del 2018 e resi noti al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Cernobbio.

Nel 2018 le notizie di reato nel settore agroalimentare hanno subito un aumento del 58%: olio, ortofrutta, cereali, conserve, vino, settore biologico, facendo emergere che un italiano su cinque nel fare la spesa ha subito frodi alimentari con ripercussioni più o meno gravi sulla salute. Addirittura l’88% degli italiani intervistati si è dichiarato preoccupato per la possibile pericolosità degli acquisti e per la propria salute a rischio.

Ne abbiamo parlato con Luca Fiorani, docente e ricercatore Enea.

 

Come nasce il progetto?

L’idea nasce da un ricercatore Enea, Gianfranco Giubileo, che ha pensato di attuare la spettroscopia laser fotoacustica, di cui era già esperto, applicandola a vari campi tra cui anche quello della sicurezza alimentare. Dopo essersi occupato di salute, avendo applicato la spettroscopia laser fotoacustica all’espirato umano, dopo aver lavorato sulla maturazione della frutta misurandone l’emissione del gas etilene, la stessa tecnologia è stata applicata nel campo delle frodi alimentari.

A che punto è il progetto?

Il progetto, nato circa dieci anni fa, è giunto nella fase di realizzazione grazie ad un finanziamento che ci consentirà di costruire due prototipi preindustriali, il primo da mettere in linea in un’azienda alimentare ponendo su un carrello trasportatore il nostro strumento laser, un altro da consegnare ai carabinieri dei NAS, una piccola valigetta, all’interno della quale l’operatore stesso potrà inserire un piccolo campione di cibo che verrà rapidamente analizzato. Attualmente il team è formato da me e dalla ricercatrice Adriana Puiu impegnati a tempo pieno nel progetto, altri due parzialmente impiegati e tanti tecnici che ci aiutano ad entrare nel vivo della fase della realizzazione.

Attraverso i prototipi sviluppati, il progetto intende fornire un mezzo di screening rapido, automatizzato e di uso semplificato per facilitare il lavoro delle Istituzioni di controllo preposte a controllo e repressione delle frodi alimentari.

Su cosa si basa la ricerca in termini più specifici e tecnici?

Tecnicamente si “spara” un fascio laser nell’infrarosso in una “fingerprint region”, in cui le sostanze assorbono la radiazione infrarossa in maniera diversa in funzione della lunghezza d’onda della radiazione stessa. L’assorbimento, quindi, permette di vedere davanti a quale tipo di sostanza ci troviamo. Il campione si riscalda, si espande e genera un’onda di pressione che – se la potenza del laser è modulata – può essere ascoltata come suono attraverso un microfono, permettendo di analizzare una materia senza che le sue molecole vengano in alcun modo alterate e consentendo inoltre di acquisire i risultati immediatamente.

Le materie analizzate possono presentarsi in qualsiasi stato fisico, solido, liquido o gassoso.

Il macchinario sarà in commercio a quale costo?

Nel giro di due/tre anni potremo offrire alle aziende interessate un prototipo. Le aziende si troveranno già con uno studio preliminare pronto e potranno decidere di produrre l’apparecchio, ingegnerizzarlo ulteriormente e commercializzarlo. L’apparecchiatura avrà il costo di qualche decina di migliaia di euro, ma consentirà un risparmio notevole, rispetto al vecchio metodo di controllo, potendo analizzare molti campioni in poco tempo senza l’uso di reagenti.

Attualmente non esistono in commercio strumenti con queste caratteristiche, cosicché i controlli anti-frode si basano su analisi di laboratorio complesse che richiedono tempi lunghi, strumentazioni costose e personale specializzato con il conseguente aumento dei rischi per i consumatori che nel frattempo, ammesso che scattino le verifiche, sono esposti quanto meno a problemi di salute più o meno gravi. A volte, come sappiamo, purtroppo si sono registrati anche casi di decessi.

I risultati del nostro progetto fanno ben sperare di arrivare a breve a controlli di qualità rapidi, affidabili e di semplice esecuzione.

Quali sono state le adulterazioni alimentari rilevate fino ad oggi?

Finora la ‘tecnologia anti-frode’ dell’ENEA è stata testata su prodotti come il pesce e i succhi di frutta. Nel primo caso, il laser ha permesso di individuare la presenza di istamina, una molecola tossica che si forma quando il pescato è vecchio o non viene conservato bene (nel 2013 ha causato migliaia di intossicazioni in tutta Europa). Purtroppo l’istamina non viene distrutta dalla cottura e l’unica difesa è la sua localizzazione preventiva.

Nei succhi di frutta e nelle bibite light il sistema hi-tech è stato in grado di rivelare cinque dolcificanti (fruttosio, glucosio, maltosio, aspartame e saccarosio) non dichiarati in etichetta. Anche nel latte in polvere è stato possibile rilevare la presenza di melammina, una sostanza usata per produrre la plastica, ma capace di simulare il contenuto di proteine causando gravi danni renali. Molto difficile da trovare con analisi tradizionali, è stata facilmente individuata grazie al laser.

Ma si possono elencare molti esempi di parametri sottoponibili a controllo continuo tramite metodi ottici: infezioni da patogeno negli agrumi, presenza di urea nel latte e latticini, presenza di oli vegetali a basso costo nell’olio extravergine di oliva, frazione di metanolo, solfiti, glicole etilenico presenti nel vino e altri.

La svolta potrebbe gettare nel panico molti rivenditori alimentari?

Al contrario le aziende agroalimentari hanno dimostrato un notevole interesse al suo acquisto per controllare per prime i propri prodotti e per avere così un sistema ulteriore e rapido per certificare la loro qualità.

È prevista un’applicazione per smartphone?

Il team di ricercatori ENEA sta sperimentando ulteriormente con l’idea di realizzare più avanti sistemi miniaturizzati e app per smartphone che consentano di effettuare in pochi secondi lo screening del cibo che si sta per acquistare.

Un tempo la qualità di un cibo si poteva capire sentendone il profumo o tastandone la consistenza, oggi abbiamo la necessità di puntargli addosso un raggio laser, da uomo e non da scienziato, come vive questa nuova realtà?

Mi sembra un passo avanti, il laser può percepire quello che i nostri sensi non possono nemmeno lontanamente scoprire…

Giovanna La Vecchia
Giovanna La Vecchia

Giornalista, scrittrice, capo ufficio stampa, ha studiato a Roma dove ha vissuto per trent’anni collaborando con La Repubblica nella sezione viaggi e cultura. Autrice di due romanzi (Le apparenze e Skandha) e di una silloge di poesie (Se perdo me) ha collaborato con numerose case editrici per la stesura e la pubblicazione di racconti, favole, prefazioni, recensioni e guide turistiche.

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