Spazio

New Glenn è ora il progetto più importante di Blue Origin

29 gennaio 2020 | Scritto da Astrospace.it

L’ambizioso lanciatore di Blue Origin sarà fondamentale per il futuro dell’azienda.

La decade da poco trascorsa verrà probabilmente ricordata per le imprese di SpaceX nel settore aerospaziale: per il primo booster riutilizzato, per il Falcon Heavy ma soprattutto per l’avvento delle tante aziende private che l’hanno seguita nella folle “corsa” della space economy.

Blue Origin nasce nel 2000, il suo fondatore Jeff Bezos intendeva creare un veicolo suborbitale capace di ridurre significativamente il costo di un lancio. Per entrare nel mercato del turismo spaziale suborbitale, lo stesso target che intende raggiungere Richard Brenson con la compagnia: “Virgin Galactic”. Il primo razzo creato da Blue Origin: “New Shepard”, è infatti un lanciatore suborbitale riutilizzabile. Analogamente ai razzi della famiglia Falcon può atterrare verticalmente dopo la fase di volo.

L’idea di creare un lanciatore orbitale, venne nel 2012, anche se il progetto non fu presentato prima del 2016. Con questo razzo, chiamato New Glenn, l’azienda di Bezos, intende inserirsi nel mercato dei “heavy-lift launch vehicle”, ossia tra i lanciatori che hanno la capacità teorica di inserire in orbita bassa terrestre dalle 20 alle 50 tonnellate di carico.

 

Design del lanciatore. Al fine di ridurre il costo di lancio, il New Glenn sarà parzialmente riutilizzabile proprio come il Falcon. Il veicolo si compone di due stadi, di cui il primo è la componente riutilizzabile. Il primo stadio sarà spinto da sette motori BE-4 che sfruttano ossigeno liquido (LOX) e metano. Il secondo stadio userà due BE-3U a idrogeno liquido e ossigeno. Per il recupero del primo stadio è previsto l’atterraggio su una nave precedentemente nota come “Stena Freighter”. Costruita originariamente in Italia coma nave cargo, oggi è in fase di riconversione per adattarla al recupero di un booster alto più di 57 metri.

Da un punto di vista tecnico, i motori BE-4 rappresentano una pietra miliare. Progettati da Blue Origin, sono i primi motori a metano sviluppati completamente da un privato. Oltre all’impegno sul New Glenn questi motori saranno utilizzati dal vettore “Vulcan” dell’United Launch Alliance con cui Blue Origin ha firmato un contratto di fornitura.

Il New Glenn sarà quindi uno dei vettori più imponenti creati dall’uomo, secondo solo al leggendario Saturn V dell’era Apollo in termini di altezza, pari a 95 metri. Nonostante le imponenti dimensioni, il lanciatore di Blue Origin ha una spinta (del primo stadio a livello del mare) inferiore a quella del suo diretto concorrente, il Falcon Heavy. Per avere un confronto, il Falcon heavy ha una spinta di 22,815kn mentre il New Glenn 16,800kn.

Scopri altri dettagli sul New Glenn, sul suo funzionamento e sulla rampa di lancio che verrà utilizzata per i suoi volo su AstroSpace.it, da cui è tratto questo articolo.

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