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Il futuro di carta

30 luglio 2019 | Scritto da Simone Arcagni

Consigli di lettura sul futuro, con le novità editoriali da gustare sotto l’ombrellone o al fresco in montagna

Quest’anno ho deciso – nella migliore tradizione del giornalismo culturale estivo – di proporvi una breve carrellata di alcune novità editoriali legate ai temi del futuro. Un consiglio da baita o da ombrellone… questo lo deciderete voi, ovviamente!

 

Un futuro incerto. E senza tergiversare inizierei subito con un volume davvero imperdibile Nuova era oscura di James Bridle (Nero). Un volume che al primo impatto appare come una pietra tombale come nemmeno Black Mirror sul futuro e sul nostro presente visto come un nuovo Medioevo fatto di fake news, crisi ambientale, nuove forme di politica, algoritmi a dir poco invadenti e strategie di comunicazione addirittura “pirata”. Eppure Bridle, giovane guru delle nuove tecnologie e fondatore di New Aesthetic, prova a fornire anche alcune proposte per riprendere il controllo del nostro (probabile) distopico futuro.

 

Tre saggi sul futuro. La neonata collana editoriale della Treccani ha ben tre titoli imperdibili a metà strada tra analisi socio-politica e proiezione futurologica: Il nostro futuro. Scenario per l’umanità di Martin Rees, Riprendere il controllo. Nuove comunità per una nuova politica e soprattutto Quattro modelli di futuro di Peter Frase. L’analisi che quest’ultimo intraprende nella nostra società – gli scenari, gli immaginari, gli orizzonti- è dichiaratamente marxista. Mentre la lente è quella futurologica, e si serve di saggi di analisi sociale, economica, politica ma anche di testi come romanzi e film, per provare a rintracciare nei racconti i percorsi che potremmo intraprendere in un orizzonte segnato dalla catastrofe ecologica e dalla profonda automazione della tecnologia.

 

Predirre il futuro. Alessandro Vespignani è professore di Fisica e Informatica alla Norteastern University di Boston e uno degli studiosi più importanti di teoria e analisi della complessità. Esce ora per Il Saggiatore il suo nuovo volume (con Rosita Rijtano) dal titolo L’algoritmo e l’oracolo. Come la scienza predice il futuro e ci aiuta a cambiarlo. L’oggetto della sua trattazione è chiaro: esporre in maniera diretta e comprensibile cosa sta dietro la scienza delle previsioni, tenendo presente che questa “si è evoluta assimilando dati, modelli matematici, intelligenza artificiale, tramutando l’uomo in un atomo sociale e rendendolo quindi predicibile.” Con un intento altrettanto palese: “Questo libro è il mio tentativo di smitizzare l’aspetto magico di questi idoli digitali.” Partendo dal lavoro seminale di Benoît Mandelbrot e passando attraverso lo studio delle reti di Albert-László Barabási, Vespignani ci accompagna nel mondo degli algoritmi, delle predizioni e dell’intelligenza artificiale in una trattazione intrigante e ricca di esempi.

 

La matematica dietro il futuro. E proprio Albert-László Barabási è l’ultimo autore di cui voglio segnalare l’uscita editoriale. È  infatti da qualche mese in libreria il suo studio: La formula. Le leggi universali del successo (Einaudi). Il professore della Northeastern University dove dirige il Center for Complex Network Research, famoso soprattutto per i suoi studi sul funzionamento di Internet, professa una fede straordinaria nella matematica: “la matematica sta alla base della nostra struttura sociale (…) i numeri forniscono un quadro di riferimento per comprendere l’essenza della nostra connessione.” Partendo da questo presupposto, Barabási questa volta concentra la propria attenzione sulla fama. Si inizia con il caso del Barone rosso, famoso aviatore, eroe tedesco della Prima Guerra Mondiale, per poi arrivare al campione di golf Tiger Woods e all’artista contemporaneo Jean-Michel Basquiat.  Basandosi sul fatto che “Il successo non è un fenomeno individuale ma collettivo” lo studioso mette in campo modelli e analisi per poter leggere, e quindi “teoricamente” replicare, i dati relativi al successo.

 

Simone Arcagni
Simone Arcagni

Simone Arcagni è Professore Associato presso l’Università di Palermo. Insegna inoltre allo IULM di Milano e alla Scuola Holden di Torino. Studioso di cinema, media, nuovi media e nuove tecnologie, collabora con «Nòva - Il Sole 24Ore», «Film TV», «Segnocinema», «Agorà». Tiene un suo blog (Postcinema) sul sito «Nòva100.ilsole24ore». Ha fondato e dirige la rivista scientifica «ES Journal: Inside New Media and Digital Technologies» ed è curatore di Digita!, mercato internazionale di contenuti digitali. Tra le sue pubblicazioni, Oltre il cinema (Torino 2010) e Screen City (Roma 2012). Per Einaudi ha pubblicato Visioni digitali (Torino 2016) e L’Occhio della macchina (Torino 2018).

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