Cambiamento climatico e ambiente

Le 5 idee più assurde per combattere i cambiamenti climatici

11 settembre 2019 | Scritto da La redazione

L’impegno per affrontare la crisi climatica si dirama in moltissime direzioni, alcune concrete e sensate, altre, come queste cinque, un po’ meno.

Ridurre il consumo di carne, trovare modi sempre più eco sostenibili di produrre energia e abbattere le emissioni di CO2 sono solo alcune delle cose da fare per mitigare l’impatto della crisi climatica che stiamo vivendo. Ricercatori, scienziati, policymaker e semplici cittadini di tutto il mondo stanno lavorando sodo per trovare soluzioni a questi problemi. Se da un lato ci sono idee valide e fattibili che stanno prendendo forma, dall’altro ci sono progetti decisamente fuori dagli schemi.

 

Cannibalismo. La produzione di cibo, sia vegetale che, soprattutto, di origine animale, è uno dei settori che più contribuiscono alle emissioni di gas serra. In molti stanno lavorando per trovare modi più sostenibili di sfamare oltre 7 miliardi di persone, fra carne coltivata, carne vegetale e consumo insetti. Ci sono altri però, come il professore della Scuola di Economia di Stoccolma Magnus Soderlund, che suggeriscono un’alternativa decisamente meno accettabile: mangiare la carne dei deceduti. La sua proposta è più una provocazione, ma sicuramente rende l’idea il mangiare scarafaggi e larve decisamente più appetibile.

 

Mini umani. Secondo uno studio del direttore del Centro per la Bioetica di New York Matthew Liao, esiste una correlazione fra le dimensioni di una persona e la sua “impronta del carbonio”, ovvero la quantità di CO2 emessa in relazione ai consumi e alle attività che un individuo svolge. Partendo da questa idea, Liao ha ipotizzato che in futuro potremmo sfruttare l’ingegneria genetica per far nascere persone più minute e piccole in modo da ridurre i consumi e gli impatti ambientali.

 

Scudo solare. Mr. Burns dei Simpson ci aveva già provato, quindi l’idea non è delle più innovative, ma rimane comunque decisamente fuori dagli schemi. Per diminuire la quantità di luce solare che raggiunge il nostro pianeta, e quindi contrastare i risultati dell’effetto serra, il professore d’astronomia dell’università dell’Arizona Roger Angel ha suggerito di inviare uno sciame di sonde in orbita attorno alla Terra in una posizione tale da permettergli di oscurare in parte la luce solare. Un’operazione del genere, per quanto possa funzionare in linea teorica, dal punto di vista pratico è decisamente infattibile, senza contare che andrebbe ad affrontare i sintomi e non le cause del riscaldamento globale.

 

Cavalli siberiani. Una delle conseguenze del riscaldamento globale è lo scioglimento del permafrost, il terreno gelato carico di materiale organico e di gas serra. Nel momento in cui questi gas venissero liberati andrebbero ad accentuare gli effetti dei cambiamenti climatici. Per evitare che questo accada qualcuno ha pensato ai cavalli Yakut.

Si tratta di una razza equina tipica della Siberia, capace di resistere a temperature di molti gradi sottozero. Per trovare i piccoli arbusti di cui si nutrono, questi animali scavano la neve fresca rivelando il terreno sottostante. Andando ad aumentare vertiginosamente la popolazione di questi animali in Siberia sarebbe possibile rivelare grandi quantità di terreno, che esposto al gelo, manterrebbe congelata la sua superficie trasformandolo in permafrost. In questo modo verrebbe a crearsi un “tappo” che impedirebbe al terreno sottostante, carico di gas serra, di rilasciare il suo pericoloso contenuto in atmosfera.

 

Diario di bordo. Fra i diversi progetti di cui abbiamo parlato finora, questo è quello forse più particolare ma anche più sensato. Un progetto di citizen science, Old Weather, permette a chiunque di inviare le trascrizioni di vecchi diari di bordo dei velieri che solcavano gli oceani fra il l’800 e il ‘900 al fine di ottenere dati dettagliati sul clima, sulle correnti marine e sui venti così da poter ricostruire con grande precisione le condizioni climatiche dell’epoca e analizzare trend climatici che arrivano fino ai giorni nostri.

La redazione
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