Future Society

Welfare e società “benefit” per affrontare i cambiamenti nel mondo del lavoro nel futuro

16 marzo 2020 | Scritto da Nicholas Chilese

Le innovazioni scientifiche, tecnologiche e finanziarie rischiano di destabilizzare gli equilibri del nostro sistema economico e sociale. Le aziende cercano soluzioni sostenibili spostando il focus su persone e sull’ambiente.

Con la massiccia introduzione delle tecnologie digitali, d’automazione e d’intelligenza artificiale il mondo delle imprese e del lavoro sta subendo innumerevoli cambiamenti. Cambiamenti che se da una parte hanno portato il più ampio e diffuso benessere nella storia dell’homo sapiens dall’altra possono comportare conseguenze anche molto negative come sfruttamento eccessivo delle risorse del pianeta, inquinamento, disoccupazione e iniquità sociale.  Nel momento in cui una realtà complessa e in rapido mutamento mette in discussione le fondamenta strutturali e organizzative della nostra società, sempre più aziende adottano una filosofia orientata alla responsabilità sociale e ambientale.

 

Benefit corporation. Un trend quello della responsabilità sociale di cui alcune imprese e imprenditori già parlavano negli anni 60’-70’ ma che oggi è possibile inserire nello statuto al pari dello scopo di lucro. L’Italia è stato uno dei primi stati a renderlo possibile con una legge entrata in vigore il 1° gennaio 2016 ispirata dall’allora senatore Mauro Del Barba e dall’azienda Nativa, la prima B-corp in Europa. Quello delle B-corp (Benefit corporation) è un movimento mondiale di aziende che misurano il loro impatto su comunità, lavoratori, organizzazione, ambiente e clienti attraverso il “b-impact assesment” un test per valutare se l’azienda è generatrice o distruttrice di valore negli ambiti considerati. Effettuato da oltre 70.000 aziende in più di 60 paesi, solo il 3% delle aziende ha superato gli 80 punti su 200 necessari ad ottenere la qualifica di B-corp, status che non ha valore giuridico ma con grande valenza simbolica a riprova dell’impatto positivo generato all’interno ed all’esterno dell’impresa.

 

Walfare. Sulle persone si concentra un altro trend mondiale nel mondo del lavoro, quello del welfare aziendale. Ossia l’insieme di prassi che le imprese mettono in atto per garantire e migliorare il benessere dei lavoratori dell’azienda. Una strategia quella del focus sui lavoratori confermata nel 3° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, una indagine uscita a febbraio 2020 su 165 aziende per un bacino di circa 250.000 dipendenti, dove il 95% delle imprese intervistate ritiene importante investire e sviluppare iniziative di welfare aziendale per il futuro. Curioso osservare come nel medesimo report le imprese si manifestano “tecnoentusiaste”, convinte per l’86% che vi sarà un forte impatto delle nuove tecnologie ed è l’88% a valutarlo come potenzialmente positivo mentre, sullo stesso tema, il 70% dei lavoratori teme la riduzione di redditi e tutele sociali. Nel report emerge che per rendere l’innovazione tecnologica e digitale un’opportunità anche per i lavoratori le aziende intendono implementare in primo luogo servizi di formazione e aggiornamento per stare al passo con i tempi (83%). Il 42,4% ritiene che siano necessari azioni mirate ad un maggiore bilanciamento tra vita privata e lavorativa mentre il 40,6% di flessibilità, con meno vincoli di mansioni, di ruolo e di orario. Quest’ultimo elemento è già stato sperimentato da aziende come Microsoft a fine 2019 su 2.300 dipendenti nella sede di Tokyo. Secondo i dati diffusi dal colosso dell’IT la produttività è aumentata del 39,9% e i costi aziendali si sono ridotti.

Un cambio di mentalità e di metodi che può consentire il passaggio dall’impostazione economica nata nei primi del 900’ basata sul concetto di catena di montaggio taylor-fordista verso un organizzazione “a rete” (“L’organizzazione a rete attivata da cooperazione, conoscenza,comunicazione, comunità: il modello 4C nella Ricerca e Sviluppo”di Federico Butera) che includa imprese istituzioni e cittadini in un meccanismo di condivisione e collaborazione che consenta, ponendo al centro del sistema l’essere umano, di generare valore per la società e per l’ambiente .

Nicholas Chilese
Nicholas Chilese

Nicholas Chilese è appassionato di economia e innovazione, oltre che di sociologia e psicologia. Da due anni segue e collabora con una startup innovativa attiva nell’ambito dell’Equity Crowdfunding e da qualche mese si occupa di Digital Strategy a Milano in una società di consulenza e formazione.

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