Pianeta Terra e Spazio

Spazio, la frontiera si avvicina: siamo di nuovo in corsa per le stelle

27 dicembre 2018 | Scritto da Stefano Tenedini

Branson ha spedito SpaceShipTwo oltre i limiti dell’atmosfera e altri programmi sono sulla rampa di lancio: da Jeff Bezos a Elon Musk, dai satelliti al volo orbitale umano, dalla Luna alla colonia su Marte. Sogni? Solo in parte: ora anche il mercato ci crede.

Virgin Galactic oltrepassa il soffitto invisibile dell’atmosfera e diventa la prima astronave di un progetto privato a raggiungere lo spazio. Una bella, bellissima notizia, che ci permette di guardare al futuro con entusiasmo. Ma teniamo lo champagne in fresco ancora per un po’: andare nello spazio suborbitale per pochi minuti per effetto di una traiettoria balistica non è proprio come restare in orbita. E la sfida delle imprese allo spazio è appena iniziata.

Tutto comincia con le definzioni: è “spazio” quando l’aria è troppo rarefatta per generare abbastanza portanza per far volare un aeroplano (e alimentare i motori, il che richiede una propulsione a razzo). Ci si arriva come SpaceShipTwo, con la traiettoria  curva, ma non ci si può rimanere. Perché per raggiungere l’orbita e restarci occorre una velocità altissima che contrasti la gravità terrestre. Inoltre, per essere utili, i voli orbitali pretendono la massima precisione e agilità per mantenere la posizione: e ciò richiede motori piccoli, meccaniche complesse, sistemi di navigazione e telemetria. Un volo suborbitale sta a una missione con equipaggio della ISS come lo snorkeling in laguna sta al batiscafo in fondo al Pacifico.

E i competitor di Branson? I primi nomi che vengono in mente sono Jeff Bezos di Amazon e Elon Musk di Tesla. Ma non è una corsa all’oro in cui il primo vince tutto e agli altri resta la polvere. Nello spazio c’è… spazio per progetti che guardano a obiettivi diversi. Centinaia di satelliti da sostituire, il lancio di astronauti in volo orbitale, il ritorno sulla Luna, il balzo su Marte: i soli limiti sono l’immaginazione e il costo vertiginoso dei programmi spaziali.

Jeff Bezos ha messo in piedi senza tanto clamore la compagnia Blue Origin, che progetta di spedire ricchi clienti in viaggi suborbitali, un po’ come la Virgin Galactic di Richard Branson. Ma non si ferma qui e punta a una versione orbitale. Ha da poco chiuso un contratto per la fornitura di un motore per il razzo Vulcan della United Launch Alliance, la joint venture tra Boeing e Lockheed Martin. Amazon? Quelli delle consegne a domicilio? Visto come cambia lo scenario? Blue Origin sta anche togliendo la polvere alle piattaforme di lancio degli anni d’oro, a Cape Canaveral, e sta elaborando un programma per ripartire verso la Luna.

Ed Elon Musk? Nello spazio c’è già da un po’, da quando con la sua SpaceX ha cominciato a consegnare carichi di merci sia alla Stazione Spaziale Internazionale che per diversi clienti, incluso il governo americano. La lista delle missioni completate e in programma è davvero impressionante, una finestra aperta su un programma spaziale che è al tempo stesso reale e fantascientifico. E il colpo grosso è atteso per il 2019, quando insieme a Boeing porterà il primo equipaggio sulla ISS dal suolo americano dopo gli anni dell’esodo in Russia. Per non parlare del progetto di colonizzare Marte – e in tempi incredibilmente ravvicinati!

L’obiettivo di Musk non è solo andarci, ma creare una colonia come “Planet B” per la Terra in caso di eventi catastrofici. SpaceX sta sviluppando Big Falcon Rocket, una nave spaziale alta quasi 40 piani e capace di caricare fino a cento passeggeri, “in parte ispirata al razzo di Tintin”, dice Musk senza ironia. Tanto che poche settimane ha spiegato che probabilmente sarà ribattezzata “Starship”. La corsa verso il pianeta rosso dovrebbe essere preceduta da un viaggio intorno alla Luna, i cui biglietti stanno già finanziando il mega progetto.

Il futuro dello spazio è davvero dietro l’angolo. Solo dieci anni fa l’idea di spedire un turista in orbita non veniva neanche presa sul serio. Ma poi lo Shuttle è andato in pensione: crisi, conflitti e politica hanno appannato le speranze. Oggi i privati le hanno riaccese, anche se per il business: a parte i big ci sono decine di aziende che producono sistemi per satelliti, e l’orbita terrestre pullula di nuove costellazioni artificiali. Intanto in numerose città vecchi aeroporti sottoutilizzati si stanno trasformando in spazioporti. Il giro d’affari per il lancio di satelliti commerciali supererà i 7 miliardi di dollari entro il 2024. Altro che turismo!

Stefano Tenedini
Stefano Tenedini

Contributor

Giornalista e inviato per quotidiani e periodici, esperienze di ufficio stampa e relazioni esterne nella finanza e in Confindustria. Oggi si occupa di comunicazione per grandi e piccole imprese, professionisti e start-up.

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