Robotica e AI

Gli algoritmi per il calcio del futuro

19 settembre 2018 | Scritto da Cesare Venturoli

La tecnologia è sempre più presente nel mondo del calcio: oggi si parla di utilizzare l’intelligenza artificiale per prevedere gli infortuni con grande precisione e per valutare e acquistare a suon di milioni i calciatori di tutto il mondo.

gli algoritmi per il calcio del futuro

Calcio e tecnologia

Il calcio è lo sport più diffuso al mondo anche grazie alla sua facilità di comprensione (fuorigioco a parte, forse) e per via della spontaneità con la quale è in grado di trasportare folle intere, sia negli stadi che da casa. Ma dietro alla semplicità del “prodotto calcio”, c’è uno studio maniacale per preparare le partite, trovare il giocatore giusto, farlo rendere come ci si aspetta, ridurre al minimo i rischi di infortunio e via dicendo. In questo contesto le nuove tecnologie danno una grossa mano ad allenatori, staff tecnici e addetti ai lavori, risolvendo problemi che prima sembravano insormontabili.

Prendiamo in esempio la VAR, cioè il video assistant referee, che dalla scorsa stagione serve agli arbitri di quasi tutti i maggiori campionati del mondo a rivedere le proprie decisioni, riducendo i margini di errore e limitando in misura sensibile le polemiche. O i droni, che l’ex tecnico del Napoli Maurizio Sarri usava per i movimenti difensivi della sua squadra, e che la nazionale australiana invece ha “inviato” per spiare l’allenamento dell’Honduras, suo avversario in occasione di uno spareggio mondiale. Proprio in occasione dei mondiali che si sono giocati quest’estate in Russia vi avevamo raccontato di come un gruppo di ricercatori tedeschi avesse provato a predire chi avrebbe vinto grazie all’intelligenza artificiale. I risultati non sono stati esattamente entusiasmanti. Mentre si giocava il Mondiale, invece, forse in previsione della nuova stagione, il Barcellona, in collaborazione con l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Cnr-Isti e con l’Università di Pisa, ha messo a punto un algoritmo capace di prevedere gli infortuni.

Prevedere gli infortuni? Oggi si può

Il sistema si chiama Injury Forecaster. Forecaster è, letteralmente, colui che prevede, in questo caso gli infortuni. Più che prevedere, in realtà, analizza: nella prima fase dello studio, grazie ai sensori GPS dei quali già molte squadre dotano i propri giocatori sia in allenamento che in partita, sono stati monitorati il carico di lavoro, le distanze percorse, la potenza metabolica degli atleti oltre alle accelerazioni e decelerazioni. L’algoritmo poi ha individuato grazie a un processo di machine learning la correlazione tra queste variabili e i rischi di infortunio. Injury Forecaster ha una precisione molto alta, superiore al 50%, sorprendente se pensiamo che le tecniche esistenti fino a oggi non superano il 5%. L’algoritmo è in grado quindi di fornire agli staff tecnici informazioni valide per modificare gli allenamenti o, più banalmente, per far riposare un giocatore ritenuto a rischio.

Un algoritmo per il calciomercato

Se la prevenzione degli infortuni è vitale per non perdere un calciatore durante il corso della stagione, altrettanto importante è individuare quelli che sono i possibili “colpi di mercato”, per rinforzare la rosa o per sostituire un giocatore infortunato. C’è chi punta sul grande nome come ha fatto la Juventus questa estate acquistando il campionissimo (sportivo ma soprattutto mediatico) Cristiano Ronaldo, chi manda i propri osservatori in giro per il mondo alla ricerca di talenti da valorizzare e  chi si affida a metodi meno tradizionali. Ad esempio, Roberto Firmino, centravanti dell’attacco stellare del Liverpool che lo scorso maggio ha giocato la finale di Champions League, è stato scovato nella seconda serie brasiliana grazie a Football Manager. Nel 2011, infatti, l’Hoffenheim lo prelevò dalla Figueirense dopo averlo “visto” nel noto videogame. Un vero e proprio affare, considerato che è stato pagato 4 milioni di euro per poi essere riveduto a più di 40, ma anche un grosso rischio.

Per semplificare il lavoro degli scout, lo stesso team di ricercatori del Cnr-Isti e dell’Università di Pisa, ha sviluppato un algoritmo orientato al lato tecnico. Si tratta di un sistema open source messo a punto con la partnership di Wyscout, azienda italiana leader mondiale nello scouting calcistico, che funziona grazie a un’intelligenza artificiale la quale attinge da un database composto da milioni di eventi dalle competizioni di tutto il mondo. L’IA analizza le prestazioni di un giocatore durante tutta la sua carriera, fornendo una valutazione, sia tecnica che economica, quasi come fossimo in videogioco, alle squadre in fase di calciomercato. In questo momento è in fase di sottomissione sulla rivista Acm Transactions on Knowledge Discovery from Data e, in caso di approvazione, potrebbe rivoluzionare il modo in cui le squadre di tutto il mondo fanno mercato.

Il calcio di domani

Non sappiamo, così come non lo sapevamo in occasione del Mondiale della scorsa estate, se questi algoritmi saranno precisi come promettono di essere. L’unica cosa certa è che, quasi senza che tifosi e addetti ai lavori se ne accorgano, il calcio cambia di stagione in stagione. Forse tra qualche anno ci ritroveremo squadre composte non in base alle valutazioni dei dirigenti ma a quelle dell’intelligenza artificiale. Acquisti, anche altisonanti, saltati perché la percentuale di probabilità di un infortunio è troppo alta o perché la curva di rendimento di quel giocatore è in flessione. Di certo però non cambieranno la passione dei tifosi e l’emozione di uno stadio in festa per un gol.

Cesare Venturoli
Cesare Venturoli

Ambassador, Future Activist

Cesare Venturoli è Ambassador di Impactscool sin dall’inizio. Impactscool è per lui l’opportunità per studiare e confrontarsi con tutto ciò che riguarda l’innovazione e le nuove tecnologie.

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