Future Society

Imprese hi-tech, tra fantasia e realtà

14 agosto 2018 | Scritto da Thomas Ducato

Dalle Stark Industries di Iron Man alla Wayne Enterprises di Batman: le aziende di cinema e fumetti che oggi esistono davvero (o quasi).

Cinema e fumetti ci hanno sempre regalato spunti interessanti per provare a immaginare il futuro. È difficile credere che tra qualche mese ci troveremo catapultati nell’universo distopico di Blade Runner, ambientato proprio nel 2019, e siamo ancora lontani dall’andare a esplorare Giove, come invece avremmo dovuto fare già nel 2001 secondo l’Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, ma le previsioni di autori e registi non sono state tutte sbagliate. Alcune delle aziende hi-tech che abbiamo imparato a conoscere nei film e nei fumetti oggi esistono davvero, anche se hanno nomi diversi e i loro proprietari non hanno una seconda vita da supereroi (ne siamo davvero sicuri?).

Da Darius Tanz a Elon Musk, passando per Tony Stark. Gli abbonati ai servizi di Netflix amanti della fantascienza forse avranno visto la serie televisiva statunitense “Salvation”. Uno dei protagonisti principali è Darius Tanz, scienziato milionario e proprietario delle Industrie Tanz. Una figura carismatica ed eccentrica, che in molti aspetti ricorda una persona in carne e ossa, il fondatore di SpaceX e CEO di Tesla Elon Musk. Lo stesso Musk, raccontano i gossip hollywoodiani, si dice abbia ispirato Robert Downey Jr nella sua interpretazione di Tony Stark, meglio noto come Iron Man, geniale ingegnere e proprietario delle Stark Industries, che combatte il crimine grazie a una futuristica armatura di sua invenzione. Alcune parti del secondo film della saga, “Iron Man 2”, sono state girate proprio all’interno di Space X e Musk appare anche nel cast. Tony Stark era convinto che la sua azienda, grazie alle tecnologie, sarebbe stata in grado di cambiare il mondo e ha sempre prestato grande attenzione all’energia pulita e alle soluzioni ecocompatibili. Vi ricorda qualcuno?

Genome editing: un business che piace. Attorno al DNA si stanno sviluppando oggi diversi business: dai test genetici all’editing del genoma, sono in molti a tentare la via imprenditoriale attorno a questo settore delle biotecnologie, in grande espansione. Anche molte vicende di cinema e fumetti si sono sviluppate attorno ad aziende biotecnologiche. La InGen del miliardario John Hammond, grazie al DNA contenuto nel sangue di una zanzara e alla tecnica della clonazione, è riuscita a dare nuova vita ai dinosauri e a progettare il famoso Jurassic Park. La Gen-Sys, invece, sperimentando un medicinale genico per provare a curare la malattia di Alzheimer, ha consentito a una scimmia di sviluppare una super intelligenza, preludio al “Pianeta delle scimmie”. Nel cinema, infine, non mancano vicende che si sviluppano attorno al tema dell’editing del genoma umano: è il caso di “Gattaca”, in cui vengono creati bambini con un corredo genetico praticamente perfetto. Una prospettiva concreta anche per il mondo reale?

La Wayne Enterprises, un concentrato di tecnologie esponenziali. Di biotech si occupa anche la Wayne Enterprises, in una delle sue molte divisioni. La multinazionale, di proprietà di Bruce Wayne (per chi non lo sapesse stiamo parlando di Batman) vanta numerose sezioni, quasi tutte ad altissimo contenuto tecnologico: dalla ricerca aerospaziale alla medicina, dall’elettronica all’ingegneria dei materiali. Chissà dove trova il tempo il signor Wayne di gestire tutto questo, vista l’attività notturna con maschera e mantello.

Robot poliziotto vs robot criminali. L’evoluzione della robotica, spesso abbinata a sistemi di Intelligenza artificiale, ci sta offrendo dispositivi sempre più autonomi, performanti e intelligenti. Ma allo stesso tempo pericolosi. Se da un lato c’è Nimbo, un complesso sistema di sicurezza automatizzato composto da robot, droni e intelligenza artificiale, sviluppato per combattere il crimine, dall’altra ci sono le armi autonome letali, contro cui hanno protestato, attraverso la firma di una petizione, numerosi scienziati e imprenditori e da cui hanno preso le distanze anche colossi del settore come Google. Uno scenario non molto diverso da quello che abbiamo trovato nel cinema: la Cyberdyne Systems è l’azienda artefice di Skynet, l’intelligenza artificiale che scatena la guerra tra l’uomo e i robot nella saga di Terminator. Tra i suoi prodotti c’è anche il T-800, il super cyborg interpretato da Arnold Schwarzenegger, indistruttibile e, soprattutto, letale.
La storia del cinema, però, ci offre anche compagnie hi-tech che, almeno sulla carta, hanno progettato robot con l’obiettivo di difendere i cittadini dai “cattivi”, come nel caso della Omni Consumer Product di Robocop, anche se i suoi scopi non si sono rivelati nobili fino in fondo. Un giorno, forse, non ci sarà bisogno di super eroi o robot poliziotto per difenderci, ma basterà predire i crimini: uno scenario descritto in Minority Report, anche se la Precrime necessita di qualche miglioramento.

Macchine volanti: in qualcosa siamo indietro. I Jetsons sono in molti casi un esempio lampante di previsioni azzeccate. Ci sono tantissimi elementi del cartone animato “futurista” degli anni ’60 che troviamo realmente nella vita di oggi. Non è così, però, per le astronavi prodotte alla Spacely Space Sprockets Inc., l’azienda per cui lavora il capofamiglia George: delle vere e proprie auto volanti, mezzo di trasporto ampiamente diffuso nell’era spaziale della sitcom animata e di cui oggi non vediamo ancora nulla. Un primo prototipo potrebbe essere rappresentato dal taxi volante a guida autonoma di Uber, ma siamo ancora decisamente distanti da quanto accade nell’epoca futura descritta negli episodi dei Jetson.

Thomas Ducato
Thomas Ducato

Direttore di Impactscool Magazine. Laureato in Editoria e giornalismo all’Università di Verona e giornalista pubblicista dal 2014, si occupa delle attività di ufficio stampa e comunicazione di Impactscool, curandone anche i contenuti, la loro diffusione e condivisione.

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