Future Society

L’estate del futuro: dall’home sharing agli hotel gestiti da IA

31 agosto 2018 | Scritto da La redazione

Nell’ultimo appuntamento della rubrica estiva di Impactscool abbiamo provato a immaginare hotel e strutture ricettive del futuro, analizzando i segnali che ci arrivano dal presente

Il settore turistico è da sempre una grande risorsa per l’Italia, ma lo è anche, più in generale, per l’economia mondiale. Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale del turismo, gli arrivi internazionali nel Mondo nel 2017 sono stati 1.322 milioni, con una concentrazione particolare nei mesi estivi, quelli in cui molti scelgono di viaggiare e di concedersi una vacanza, spinti anche dalla chiusura di scuole e aziende. Hotel, campeggi, case vacanza e villaggi turistici rappresentano gli alloggi preferite per i vacanzieri, che possono scegliere la struttura ricettiva più adatta alle loro esigenze e disponibilità economiche. In futuro, però, in questo settore molto potrebbe cambiare grazie all’evoluzione e alla diffusione di alcune tecnologie. Analizziamo allora alcuni segnali del presente per provare a immaginare le strutture turistiche del futuro.

Home sharing, una realtà in grande crescita. Secondo i dati forniti da Airbnb sono quasi otto milioni i turisti che hanno scelto l’home sharing per soggiornare nel nostro Paese. I numeri parlano chiaro: sono circa 200mila gli “host” registrati in Italia, con una crescita del 22% nell’ultimo anno, che ha portato anche a un boom di prenotazioni, aumentate del 37%. In generale, l’ISTAT ha registrato un grande aumento della ricettività extra alberghiera, con un +9% da attribuire, in buona parte, proprio a questa formula di condivisione. Un servizio che esiste da anni ma che è esploso solo di recente grazie allo sviluppo di app e servizi online sempre più comodi e funzionali sia per gli “host” che per gli utenti. Non dovremo stupirci, dunque, se in futuro sarà assolutamente normale affittare il proprio appartamento quando non si è in casa, anche per brevi periodi: un modo per ripagarsi parte delle ferie, per esempio, utile soprattutto per chi alloggia in città turistiche o in località di mare. La “condicio sine qua non” per cui questo scenario si verifichi, però, è che la burocrazia non metta i bastoni tra le ruote a questo processo di trasformazione. Staremo a vedere.

Hotel gestiti da IA. Abbiamo a disposizione sistemi di Intelligenza artificiale sempre più completi e performanti. E se un giorno gli Hotel fossero gestiti da un’IA? È lo scenario presente nella serie tv di Netflix “Altered Carbon”, di cui abbiamo parlato in un articolo di qualche mese fa, in cui l’hotel “Il Corvo” è gestito completamente da un’intelligenza artificiale. Edgar Alan Poe, questo il nome dell’IA, offre un’assistenza completa ai suoi clienti ed è così presente e servizievole da essere considerato quasi uno stalker. Ovviamente non arriveremo a questo (speriamo), ma immaginare un futuro con hotel completamente autonomi, considerati i segnali del presente, è tutt’altro che utopistico. Anzi, c’è chi ha provato ad anticipare i tempi e sta già andando in questa direzione: è il caso di un hotel di Rimini, che ha stretto un accordo per l’integrazione di Amazon Alexa che permetterà agli ospiti di ordinare la colazione in camera, prenotare la spa, leggere le news o riprodurre musica, semplicemente con un comando vocale.
Come scritto da Cristina Pozzi, Ceo e Co-founder di Impactscool, in “2050. Guida futuristica per viaggiatori nel tempo”, le strutture con personale in carne e ossa non sono destinate a sparire del tutto, ma saranno decisamente più care di quelle gestite da Intelligenza artificiale: un lusso per pochi, insomma.

Come cambierà il mondo del lavoro? Le struttura ricettive in Italia offrono un’occupazione in totale a 330mila persone, considerando sia i lavoratori stagionali sia quelli che sono impiegati nel settore a tempo pieno: come cambierà il mondo del lavoro nel turismo se le persone saranno sostituite da robot e sistemi di IA? Serveranno competenze “tipicamente umane” e specializzazione, come in molti altri settori.

L’estate del futuro, dunque, potrebbe riservarci molte novità. Potrebbero cambiare le destinazioni delle vacanze, gli strumenti per scegliere la nostra meta, i modi per raggiungerla e gli alloggi in cui dormiremo. Ma potremmo anche non riuscire nemmeno a stare al sole e goderci il mare, a causa del surriscaldamento globale e della quantità di plastica negli oceani.
I segnali ci sono, ora sta a noi leggerli correttamente e costruire insieme il migliore dei futuri possibili.

La redazione
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